Croazia. Mercoledì il varo delle misure: trenta giorni di blocco

Domani, mercoledì 18 marzo, il governo varerà alcune misure che limiteranno la vita sociale in Croazia. Come spiegato dal ministro dell’Interno e responsabile della task force nazionale per la lotta al coronavirus, Davor Božinović, “esse riguarderanno il divieto di assembramenti e l’interruzione dell’attività di bar, ristoranti e di altri servizi”. A detta di Božinović “si tratta di misure che erano già state preventivate e che rimaranno in vigore per un mese. Speriamo di non doverle prolungare”, ha concluso il ministro.
I contagiati sono 69
Intanto, continua a salire il numero dei contagi in Croazia. Come riferito durante la conferenza stampa della task force della Protezione civile nazionale, i nuovi casi sono 4. Complessivamente i pazienti risultati positivi al coronavirus in Croazia sono 69 mentre 1.109 persone sono state sottoposte al test. Si attendono i risultati di 50 tamponi. Gran parte dei pazienti affetti da Covid-19 presentano lievi sintomi. Solo ad un malato le condizioni di salute sono più serie. Si tratta di un uomo ricoverato a Zagabria. Tra i contagiati ci sono pure 6 medici, di cui 2 rientrati da poco dall’Austria dove hanno trascorso il fine settimana sulla neve. Verranno sanzionati dall’Ordine dei medici perché non hanno informato nessuno sul loro viaggio e hanno continuato a lavorare al loro rientro. Circa 10mila persone si trovano in isolamento domiciliare. I servizi competenti continueranno a controllare se l’autoisolamento viene rispettato.
Il quadro epidemiologico in Croazia nei prossimi giorni andrà mutando. L’attuale situazione nel Paese rispetto a quelle degli altri Stati è buona il che significa che le misure attuate fin qui sono efficaci. Lo ha dichiarato il ministro della Sanità Vili Beroš ripetendo ancora una volta di ridurre al minino i contatti (soprattutto se si è anziani), di lavarsi bene le mani e di non toccare con le mani sporche occhi, naso e bocca.

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