Croazia. Ritardi Pfizer: il piano vaccinale va ripensato

Krunoslav Capak è stato vaccinato martedì 5 gennaio. Foto: Sandra Simunovic/PIXSELL

Il direttore dell’Istituto nazionale per la salute pubblica Krunoslav Capak ha dichiarato oggi, in sede di conferenza stampa della Task force della Protezione civile nazionale, di non essere soddisfatto dell’andamento della consegna delle dosi di vaccino antiCovid da parte della Pfizer. “Riusciremo a vaccinare coloro ai quali è stata somministrata la prima dose del siero. Dovremo però interrompere la campagna vaccinale a causa della mancanza del vaccino. La Pfizer ha ridotto del 30% le consegne al nostro Paese per i prossimi 30 giorni”, ha detto Capak annunciando ritardi nella consegna anche da parte di Moderna. “Dopo il primo febbraio dovrebbero arrivare in Croazia 11mila dosi del siero Moderna”, ha spiegato il direttore dell’istituto predetto aggiungendo che ora il piano vaccinale dovrà essere ripensato e rifatto.
A questo proposito il premier Andrej Plenković ha dichiarato che il Consiglio europeo è concorde sulla necessità di insistere con le case farmaceutiche affinché vengano rispettati i contratti sulle forniture del siero, in modo tale da riuscire a vaccinare quanto prima la popolazione.
Per quanto concerne il possibile allentamento delle restrizioni, il ministro degli Interni e responsabile della Task force della Protezione civile nazionale, Davor Božinović, ha evidenziato che di questo argomento si parlerà domenica al vertice fra l’unità di crisi per la lotta al Covid e i ministri competenti. Per il momento, ha puntualizzato Davor Božinović, non c’è alcuna proposta formale per alleggerire le misure restrittive nel settore della ristorazione, Per quanto concerne le resse registrate ultimamente negli impianti sciistici e termali, il responsabile della Task force ha sottolineato che sono in corso ispezioni e che finora sono state comminate 99 sanzioni per il mancato uso delle mascherine ed emessi 853 avvertimenti.
Nelle ultime 24 ore in Croazia, intanto, sono stati riscontrati 643 casi positivi e 32 decessi. La maggiore incidenza si registra nella Regione di Sisak e della Moslavina con 428 contagiati su 100mila abitanti e quella minore in Istria con 114,5 malati sempre su 100mila abitanti.

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