Croazia, rinviata la protesta contro la leva militare obbligatoria

Avrebbe dovuto svolgersi oggi, sabato 13 settembre, a Zagabria. Non è stata definita una nuova data

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Croazia, rinviata la protesta  contro la leva militare obbligatoria
Foto: Goran Stanzl/PIXSELL

La protesta contro l’introduzione del servizio militare obbligatorio in Croazia, prevista per oggi, sabato 13 settembre, a mezzogiorno in piazza Bano Josip Jelačić a Zagabria, è stata rinviata. Lo hanno confermato gli organizzatori del Centro per l’educazione economica (CEO), spiegando che si sta ancora discutendo una nuova data.

Il direttore esecutivo del CEO, Hrvoje Marković, ha chiarito che lo slittamento non è dovuto a problemi finanziari ma a questioni burocratiche legate alla Città di Zagabria: “Abbiamo ricevuto soltanto venerdì 12 settembre l’autorizzazione ufficiale per la data di oggi, troppo tardi per organizzare tutto in modo adeguato, sebbene il permesso fosse stato approvato già da alcuni giorni. Inoltre, diverse altre organizzazioni della società civile hanno manifestato l’intenzione di partecipare, e vogliamo garantire loro il tempo di unirsi”.

Un altro elemento che ha inciso sulla decisione è il calendario parlamentare: il Sabor non ha ancora inserito in agenda, per l’inizio della sessione autunnale, la seconda lettura delle modifiche alla Legge sulla difesa. “Non sappiamo quando sarà discussa, ma abbiamo ancora un po’ di tempo per prepararci meglio”, ha sottolineato Marković.

Raccolta fondi a metà

Per finanziare l’evento, il CEO aveva lanciato una campagna di crowdfunding destinata a coprire i costi di palco, impianto audio e collegamento elettrico. L’obiettivo era raccogliere 3.500 euro, ma finora ne sono arrivati appena 700. Marković però assicura: “Il finanziamento non è il motivo della sospensione. Anche se non abbiamo raggiunto il traguardo, possiamo contare su prestiti temporanei. Nessun fondo raccolto andrà perso o sarà utilizzato in modo improprio: saranno impiegati esclusivamente per la protesta”.

Le ragioni della manifestazione

Gli organizzatori ribadiscono la loro contrarietà alla reintroduzione della leva obbligatoria, fondata su tre argomenti principali: libertà di scelta – i giovani devono poter decidere da soli se intraprendere la carriera militare, civile o altre attività, senza imposizioni da parte della politica; uguaglianza davanti alla legge – imporre l’obbligo militare sulla base del genere violerebbe la Costituzione, così come sarebbe incostituzionale obbligare le donne a lavorare come educatrici; sicurezza nazionale – non dipende dalla leva obbligatoria. Secondo il CEO, basterebbe retribuire adeguatamente i volontari per garantire il numero necessario di reclute.

“Vogliamo che la protesta rifletta la voce di quanti più giovani possibile – ha spiegato Marković –. Ci siamo presi più tempo per rendere il raduno rappresentativo e inclusivo, in modo che chiunque possa esprimere la propria opinione”.

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