Croazia. Riaperture? La variante britannica complica tutto

Alemka Markotić, Vili Beroš e Davor Božinovič. Foto: Emica Elvedji/PIXSELL

Con l’arrivo della variante britannica in Croazia, ora ci si chiede che ne sarà di un possibile allentamento delle restrizioni a partire dal 15 febbraio? “Questa è una domanda molto complessa della quale se ne occuperanno il Consiglio scientifico istituito dal governo e i ministri”, ha così risposto il ministro degli Affari interni e responsabile della Task force della Protezione civile nazionale Davor Božinović. “La variante britannica del coronavirus è dispersa sul territorio nazionale e quindi nei prossimi giorni ci saranno sicuramente altri casi. Siamo in un momento molto serio al quale va data la dovuta attenzione. Comunque niente panico”, ha confermato Božinović.
“Quando si dovrà decidere in merito alle misure antiCovid da attuare dopo il 15 febbraio si dovrà tenere a mente della presenza della variante britannica del virus e delle annunciate temperature molte basse che si avranno in Croazia fino alla fine di marzo. Si dovrà prendere una decisione razionale visto che sono in ballo la tutela della vita e della salute dei cittadini e la salvaguardia delle attività economiche”, ha aggiunto ancora il responsabile dell’Unità di crisi per la lotta al Covid. “Ci vuole tanta cautela”, gli ha fatto eco la direttrice della Clinica per le malattie infettive “Fran Mihaljević” di Zagabria, Alemka Markotić riferendosi al fatto che la nuova variante del coronavirus si diffonda più velocemente. “Pertanto è necessario attenersi alle misure antiCovid in vigore onde evitare una diffusione esplosiva come quelle verificatesi in Irlanda, Portogallo e in altri Paesi”, ha concluso Markotić.

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