Il Governo croato ha annunciato che non prorogherà più il decreto che fissava i prezzi massimi al dettaglio dei carburanti. La decisione, comunicata attraverso una nota ufficiale del Ministero dell’Economia, segna la fine di un periodo di regolamentazione statale iniziato tre anni fa in risposta alla volatilità dei mercati energetici globali.
La scelta di non rinnovare il Decreto sulla determinazione dei prezzi massimi al dettaglio dei derivati del petrolio deriva, secondo quanto dichiarato dal Ministero, da un’approfondita analisi del contesto internazionale. I mercati globali e regionali del petrolio mostrano ora segnali di “maggiore stabilità”, sia sul fronte dei prezzi che dell’approvvigionamento, rendendo così “superflua l’estensione” della misura.
Negli ultimi tre anni, in un contesto caratterizzato da una forte instabilità internazionale – acuita da crisi geopolitiche, inflazione energetica e incertezze nella catena di approvvigionamento – il governo croato ha deciso di intervenire con misure di controllo diretto dei prezzi per “tutelare il potere d’acquisto dei cittadini” e “garantire stabilità al tessuto economico nazionale”.
Il provvedimento, attuato in modo flessibile e progressivo, è stato adattato nel tempo all’andamento dei mercati petroliferi internazionali. Oggi, grazie alla graduale normalizzazione delle dinamiche globali, si ritiene che il “mercato sia in grado di autoregolarsi”.
Vigilanza attiva e disponibilità a intervenire
Nonostante la sospensione del decreto, l’Esecutivo ha fatto sapere che continuerà a “monitorare attentamente l’andamento dei prezzi” sia sul mercato all’ingrosso che nei punti vendita al dettaglio. Il ministro dell’Economia, Ante Šušnjar, ha dichiarato:
“Non permetteremo aumenti di prezzo ingiustificati o eccessivi che potrebbero influenzare negativamente il tenore di vita dei cittadini o la stabilità delle imprese croate. Il Governo della Repubblica di Croazia è pronto a intervenire nuovamente, se necessario”.
Prezzi che non entreranno in vigore
A seguito della decisione, le nuove tariffe previste per il carburante, che sarebbero dovute entrare in vigore da martedì, non verranno applicate. Secondo quanto previsto prima della sospensione del decreto, i prezzi avrebbero subito leggere riduzioni:
– Eurosuper 95: 1,41 euro al litro (in calo di 0,04 €)
– Eurodiesel: 1,36 euro al litro (in calo di 0,02 €)
– Diesel blu (per uso agricolo): 0,76 euro al litro (in calo di 0,01 €)
Questi prezzi, stabiliti nell’ambito della regolamentazione governativa, non avranno più validità automatica, lasciando spazio alla determinazione libera da parte degli operatori del settore.
Soddisfazione da parte di INA
La compagnia petrolifera INA, principale attore del settore energetico croato, ha accolto con favore la decisione del Governo. In un comunicato ufficiale, la compagnia ha dichiarato:
“INA accoglie positivamente l’eliminazione del decreto sui prezzi massimi al dettaglio dei derivati del petrolio, ritenendola un passo verso un ambiente d’affari sostenibile e orientato al mercato. Crediamo che questa misura offrirà maggiore flessibilità al mercato, consentendo ulteriori miglioramenti nei servizi e negli investimenti”.
L’azienda ha inoltre sottolineato l’importanza degli sforzi costanti dell’Esecutivo per affrontare le sfide del settore energetico, con particolare attenzione al difficile equilibrio tra la protezione dei consumatori e il mantenimento di una “concorrenza sana e dinamica”.
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