Croazia. Pochi gli hotel a prezzi scontati

 Gli operatori turistici non sembrano troppo disposti a rivedere i listini

Una veduta aerea sui Laghi di Plitvice. Foto Borna Filic/PIXSELL

La Croazia non è più una destinazione turistica a portata di ogni portafogli e le cose non cambieranno neppure a causa della situazione legata al coronavirus. Quest’estate si potrà pernottare a prezzi invitanti in varie località di mare, ma le direzioni delle maggiori imprese alberghiere sono state chiare: gli alberghi rimarranno chiusi piuttosto che riempire le stanze sottocosto, ovvero a prezzi di realizzo.
Stando agli analisti, si potranno contare sulle dita di una mano gli impianti turistico-alberghieri che saranno disposti a diminuire i prezzi nei mesi estivi. Tra questi figura l’Importanne resort di Dubrovnik (Ragusa) che nel mese di giugno farà scendere i costi del 30 per cento, con l’intenzione di andare avanti inoltre con i prezzi saranno scontati anche durante luglio e agosto. Si tratta di alberghi lussuosi pronti ad accogliere sia vacanzieri nazionali che quelli provenienti dall’estero ai quali dal costo del soggiorno verrà detratto l’importo pagato a titolo di pedaggio per l’ultimo segmento autostradale della Dalmatina. E così il prezzo già di per sé scontato diminuirà ulteriormente di ulteriori 260 kune se gli ospiti opteranno per un pernottamento per almeno due notti. Se invece decideranno di rimanere per 4 notti il costo scenderà di 500 kune, a quanto ammonta il pedaggio in entrambe le direzioni. Gli alberghi Pinija a Petrčane nei pressi di Zara, Pastura a Postire (sull’isola di Brač-Brazza), Kolovare a Zara, gli appartamenti Medena a Trogir (Traù), Fontana a Jelsa (isola di Hvar – Lesina) inoltre offrono sconti che vanno dal 25 al 40 per cento.
Secondo il sindacalista Vilim Ribić gli operatori turistici sulla sponda croata dell’Adriatico stanno aumentando i costi dei pernottamenti per fare rimanere vuoti gli impianti e poi mettersi in fila per l’ottenimento di aiuti statali. “A nessun imprenditore verrebbe in mente un’idea del genere, ma soltanto a chi vive grazie al Bilancio statale”, gli ha ribattuto il direttore dell’Associazione croata del turismo, Veljko Ostojić.
Ma davvero pensavate che il 2020 potesse trascorrere senza rincari? Ce ne saranno e riguarderanno il Parco nazionale dei Laghi di Plitvice, inseriti nella lista dei patrimoni mondiali dell’UNESCO nel lontano 1979. Già qualche tempo fa la direzione dell’Ente parco aveva annunciato la lievitazione dei costi dei biglietti d’ingresso, ma il tutto era stato rimandato al 12 luglio a causa dell’emergenza sanitaria del Covid-19. Ebbene, dopo tale data il prezzo del biglietto d’entrata per ammirare le spettacolari cascate spezzate dalle rocce e dal verde salirà a 300 kune. Ma le agenzie viaggi non ci stanno. “Chiediamo la moratoria sui prezzi praticati l’anno scorso nei parchi nazionali e naturali come pure che per le gite scolastiche nel periodo giugno-settembre vengano applicati i prezzi prestagionali”, ha dichiarato Tomislav Fain, presidente dell’Associazione croata delle agenzie viaggi che ha ottenuto pure il sostegno da parte del Ministero della Tutela ambientale. Ma il direttore dell’Ente parco, Tomislav Kovačević, fa orecchie da mercante. “A causa della crisi innescata dal coronavirus i prezzi sono stati ribassati per alcuni mesi. Ora non c’è alcun motivo per continuare a tenerli bassi”, ha concluso Kovačević.

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