Nonostante se ne parli già dallo scorso anno, l’aumento dei prezzi in Croazia continua giorno dopo giorno e viene confermato anche dai dati ufficiali dell’Amministrazione Fiscale relativi alla fiscalizzazione di giugno e della prima metà di luglio. I numeri relativi ai settori della ristorazione e del commercio al dettaglio mostrano una stagnazione, o un leggero aumento, del numero di scontrini emessi rispetto allo stesso periodo del 2024. Tuttavia, gli importi complessivi stanno salendo, in particolare nei settori del commercio e della ristorazione, mentre l’aumento è meno marcato nel comparto degli alloggi.
Confrontando i dati di fiscalizzazione di giugno e della prima metà di luglio con quelli dello stesso periodo dello scorso anno, come scrive jutarnji.hr, emerge un lieve calo nel numero di scontrini nel settore dell’alloggio. Nei primi 15 giorni di luglio, sono stati emessi 2,47 milioni di scontrini per un valore complessivo di 282 milioni di euro, il che rappresenta un calo del 4% rispetto ai 2,5 milioni di scontrini emessi nella prima metà di luglio 2024. Tuttavia, l’importo complessivo è aumentato del 5,6%. Dividendo il valore totale per il numero di scontrini, il prezzo medio per alloggio risulta quest’anno di 114 euro, contro i 106,5 euro dello scorso anno. Si tratta di un incremento del 7,5%.
Nel settore della ristorazione, nella prima metà di luglio sono stati emessi 26,2 milioni di scontrini, il 3% in più rispetto allo scorso anno, per un valore totale di 373 milioni di euro, con un aumento dell’11%. Il valore medio per scontrino è quindi salito da 13,2 euro a 14,2 euro, anche qui con un incremento del 7,5%.
L’incremento più significativo sembra verificarsi nel commercio al dettaglio, dove, a parità di numero di scontrini (3,8 milioni), il valore complessivo è aumentato del 10%, raggiungendo 35,8 milioni di euro. Lo scorso anno, il valore medio per scontrino era di 8,5 euro, mentre quest’anno è salito a 9,4 euro, con un incremento superiore al 10%.
I commercianti sono dunque quelli che hanno aumentato di più i prezzi.
Anche i dati di giugno confermano questo trend e rispecchiano l’andamento delle presenze turistiche. Nel settore dell’alloggio, il numero di scontrini è aumentato del 13%, a fronte di una crescita del 14% delle notti trascorse dai turisti, e il valore complessivo ha raggiunto i 415 milioni di euro, con un incremento del 20% rispetto a giugno 2024. A incidere sui risultati è stato anche il calendario festivo, con la festività del Corpus Domini che quest’anno è caduta a giugno, mentre lo scorso anno era a maggio. Il valore medio per scontrino nel settore alloggi è salito del 6,3%, arrivando a 96,5 euro.
Nel settore della ristorazione, a giugno sono stati emessi 37 milioni di scontrini, l’8% in più rispetto al 2024, per un valore complessivo di 607,6 milioni di euro, con un incremento del 19%. Il valore medio per scontrino è salito da 11,7 euro a 13 euro, un aumento dell’11%.
Anche nel commercio al dettaglio si è registrata una crescita di quasi il 13% rispetto allo scorso anno, con un totale di circa 7 milioni di scontrini. Il valore medio per scontrino è passato da 8,2 euro a 9,3 euro, un incremento superiore al 13%.
Sebbene si tratti di metodologie diverse e quindi i dati non siano perfettamente sovrapponibili, le cifre della fiscalizzazione suggeriscono che l’aumento dei prezzi reali potrebbe essere maggiore di quanto indicato dal recente rapporto dell’Istituto Nazionale di Statistica (DZS), pubblicato mercoledì.
Secondo il DZS, i prezzi al consumo in Croazia a giugno sono stati del 3,7% più alti rispetto allo stesso mese del 2024. L’incremento più marcato si è registrato nella categoria di ristoranti e hotel, con un aumento medio dell’8,5% su base annua. Seguono l’istruzione e i servizi vari con un aumento del 6,1%, cibo e bevande analcoliche con il 5,8%, le categorie di tempo libero e cultura, abitazioni, acqua, elettricità, gas e altri combustibili con il 5,2%, e la sanità con il 5,1%.
Altre categorie come le comunicazioni hanno visto un aumento medio del 2,3%, mentre alcolici e tabacco sono cresciuti del 2%. A livello mensile, i prezzi sono aumentati maggiormente nei ristoranti e hotel (+2,5%), seguiti da istruzione (+1,9%), tempo libero e cultura (+1%), trasporti (+0,6%), alcol e tabacco (+0,5%) e cibo e bevande analcoliche (+0,3%).
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