Sebbene in Croazia il numero di persone a rischio di povertà sia leggermente in calo, la soglia di povertà risulta in aumento. Ciò evidenzia il divario tra le statistiche ufficiali e il reale tenore di vita di alcuni cittadini. Come riporta l’emittente all news N1 richiamandosi agli ultimi dati dell’Ufficio statale di statistica (DZS), la soglia di povertà per i single è aumentata da 617 a 752 euro di reddito mensile.
Lazar Grujić, presidente del Partito dei Pensionati (SU) sostiene che diverse centinaia di migliaia di pensionati sono ufficialmente poveri. La pensione media per 1,2 milioni di pensionati ammonta a 645 euro e, dopo l’adeguamento all’inflazione e alla crescita salariale, aumenterà del 2,68%. Il Partito dei Pensionati ha chiesto al Ministro del Lavoro, del Sistema Pensionistico, della Famiglia e delle Politiche Sociali, Alen Ružić, di far analizzare in dettaglio i nuovi dati dal suo Dicastero e di presentare al pubblico una strategia chiara per sradicare la povertà e l’esclusione sociale. Nel contempo chiedono l’istituzione urgente di un sistema di sostegno coordinato per i gruppi vulnerabili, in conformità con il Piano nazionale per la lotta alla povertà.
Secondo i dati del DZS, grazie alla crescita dei salari e di una parte delle pensioni, la percentuale di persone a rischio di povertà è diminuita dal 21,7% nel 2024 al 20,7% lo scorso anno. Nonostante questo miglioramento, in Croazia una persona su cinque è ancora a rischio di povertà o vive in condizioni di grave deprivazione materiale e sociale. Anche il tasso di rischio di povertà, che tiene conto anche della struttura del nucleo familiare, è diminuito dal 20,3% al 19,5%. Secondo questa metodologia, ogni singola persona che nel 2025 aveva un reddito annuo inferiore a 9.034 euro è considerata povera. Per una famiglia di quattro persone con due adulti e due bambini, questa soglia era di 18.972 euro all’anno.
Nonostante un lieve miglioramento degli indicatori generali, la situazione dei pensionati rimane estremamente sfavorevole. La percentuale di pensionati con redditi al di sotto della soglia di povertà è diminuita solo minimamente, dal 37% al 36,3%. Tra questi, ben il 39,22% delle donne e il 32,8% degli uomini sono ufficialmente poveri. Anche il lavoro pensionistico ha contribuito alla lieve diminuzione del tasso di povertà, dato che circa 40mila pensionati sono stati impiegati lo scorso anno.
Il coefficiente di Gini, che misura la disuguaglianza nella distribuzione del reddito, è diminuito dal 29,8% nel 2024 al 28,5%, indicando una riduzione molto lieve del divario tra ricchi e poveri. Tuttavia, la maggior parte del reddito totale è ancora detenuta da meno di un terzo dei cittadini. Solo l’1,5% della popolazione vive in famiglie in grado di coprire agevolmente le spese di sostentamento, mentre il 43,1% dei cittadini vive in famiglie che arrivano a fine mese con lievi difficoltà.
Nel 2025, il tasso di deprivazione materiale e sociale in Croazia era del 4,4%, ovvero la percentuale di famiglie che non potevano permettersi almeno cinque dei tredici standard di vita di base per motivi economici. I dati mostrano inoltre che il 4,2% dei cittadini non può garantire un riscaldamento adeguato durante i mesi più freddi, mentre il 4,7% non può permettersi un pasto a base di carne, pesce o un’alternativa valida a giorni alterni. Una grande percentuale di famiglie si trova anche in difficoltà economiche: il 15,3% dei cittadini vive in famiglie che faticano ad arrivare a fine mese e il 3,8% in quelle che lo fanno con estrema difficoltà.
Quasi un terzo dei cittadini, il 32,6%, non può permettersi una settimana di vacanza annuale fuori casa per tutti i membri della famiglia, mentre il 31,2% non può coprire una spesa imprevista di 494 euro attingendo ai propri risparmi. I dati si riferiscono alla popolazione totale, ma la situazione tra i pensionati è ben peggiore. La pensione media corrisponde solo al 42,7% del salario medio e, secondo dati precedenti dell’Istituto croato di previdenza pensionistica (HZMO), ben il 60% dei pensionati percepiva una pensione inferiore alla soglia di povertà di 617 euro, allora in vigore. Tali dati non sono più disponibili nelle ultime statistiche dell’HZMO, pertanto non è possibile determinare con precisione quanti pensionati oggi percepiscano meno di 752 euro o vivano al di sotto della nuova soglia di povertà ufficiale.
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