Croazia. Paura attacco nucleare: è corsa alle pillole di iodio

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Croazia. Paura attacco nucleare: è corsa alle pillole di iodio

L’inizio dell’invasione russa in Ucraina e i combattimenti intorno alla centrale nucleare di Chernobyl hanno innescato in Croazia un boom della domanda di compresse anti-radiazioni a base di iodio. Per questo motivo la Camera croata dei medici (HLK) ha lanciato un appello ai cittadini a non fare scorte di questo farmaco, che “non va assunto preventivamente o di propria iniziativa, ma solo su indicazione dei medici. “L’attuale situazione in Ucraina non richiede l’uso compresse di iodio”, ha rassicurato l’HKL.
La Camera ricorda che alte dosi di iodio nell’organismo “possono provocare disfunzioni della tiroide, addirittura il blocco della sua attività, e si possono registrare forti reazioni allergiche”.

“Alcune persone hanno già assunto queste pillole, però il farmaco va preso un’ora prima o un’ora dopo l’esposizione a radiazione – sottolinea Ana Soldo, presidente della Camera corata dei medici –. Lo iodio è efficace se assunto a 15-20 chilometri dal luogo in cui si verifica l’eventuale catastrofe nucleare”. Soldo ricorda che la maggior parte degli acquirenti in questi giorni è formato dagli anziani, ma le compresse di sodio “sono destinate soprattutto ai bambini e alle persone fino a 40 anni d’età”. In caso di fuoriuscita di radiazioni, infatti, i minori di 18 anni, in particolare i più piccoli, sono maggiormente a rischio di sviluppare tumori. Lo stesso vale per le donne in gravidanza o in allattamento, mentre gli adulti dai 18 ai 40 anni hanno meno probabilità di sviluppare il cancro alla tiroide. Il rischio si abbassa ulteriormente per gli over 40, rendendo l’uso delle compresse controproducente e persino potenzialmente tossico.
Tecnicamente la pillola serve se lo iodio radioattivo viene rilasciato nell’aria, a saturare la ghiandola tiroidea, prevenendo così l’assorbimento di iodio radioattivo e il conseguente rischio di cancro alla tiroide. Come specifica dall’HLK “le pastiglie di iodio non offrono protezione contro altre sostanze radioattive dalle quali, in caso di emergenza, è necessario ripararsi…”. Di qui l’appello ai cittadini a non assumere le compresse per un rischio attualmente inesistente.

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