Croazia. Ora focus su Eurolandia e sullo Spazio Schengen

La Croazia ha ricordato ieri gli anniversari del riconoscimento internazionale e della reintegrazione dell’area danubiana

Cerimonia al cimitero memoriale di Vukovar in occasione dell’anniversario del riconoscimento internazionale della Croazia. Foto HKoV/ ua

Sono trascorsi 29 anni dal riconoscimento internazionale della Repubblica di Croazia, 25 anni dall’inizio e 23 anni della conclusione del processo di reintegrazione pacifica dell’area danubiana croata nel tessuto nazionale. A ricordare la ricorrenza di questi tre anniversari sono state oggi le principali cariche istituzionali, ad iniziare dal Presidente Zoran Milanović e dal primo ministro Andrej Plenković.
Il Capo dello Stato ha sottolineato il ruolo avuto dai Difensori croati nella salvaguardia della libertà e nel riconoscimento internazionale del Paese. “L’anniversario del riconoscimento internazionale della Repubblica di Croazia deve fungere da promemoria, non solo del debito che abbiamo contratto nei confronti di chi è rimasto vittima della lotta per l’indipendenza, ma anche della capacità di superare i momenti più difficili e dell’obbligo di tutti noi d’impegnarci a costruire uno Stato fondato sulla democrazia e proteso al successo del quale le future generazioni saranno orgogliose”, ha detto Milanović. “La reintegrazione pacifica della Croazia danubiana – ha proseguito –, a sua volta, simboleggia il successo nell’edificazione della pace e della democrazia in Croazia in seguito al suo riconoscimento internazionale”.
“Quelli di oggi sono anniversari importanti della storia croata. Li celebriamo con orgoglio e rinnovando il sentimento di perenne riconoscimento nei confronti dei Difensori croati e di tutti coloro i quali hanno sacrificato la vita per la libertà e l’indipendenza della Croazia”, ha sottolineato Plenković. Il premier ha ricordato che nei tre decenni successivi al riconoscimento internazionale e all’adesione all’ONU, la Croazia è riuscita a diventare un fattore rilevante dello scacchiere internazionale anche in virtù della sua adesione alla NATO e all’Unione europea. “Portando avanti gli sforzi profusi nell’affermazione internazionale del Paese – ancora il premier – il governo prosegue il suo meticoloso lavoro teso al conseguimento dei due obiettivi strategici che ancora ci rimangono da conseguire: l’ingresso in Eurolandia e nello Spazio Schengen”.
La Croazia e la Slovenia proclamarono la loro indipendenza il 25 giugno 1991 e si riconobbero a vicenda l’indomani. Il 30 luglio la sovranità di Zagabria e Lubiana fu riconosciuta dalla Lituania (a sua volta impegnata a rescindere i legami con l’URSS). Il primo Stato sovrano a riconoscere l’indipendenza croata e slovena fu, invece, l’Islanda (19 dicembre 1991), che precedette di un giorno l’annuncio del Vaticano che avrebbe fatto altrettanto. Il riconoscimento della Santa Sede arrivò il 13 gennaio 1992, due giorni prima che l’indipendenza della Croazia e della Slovenia fosse riconosciuta formalmente anche dai Paesi dell’allora Comunità europea. Il 22 maggio 1992 la bandiera croata e quella slovena furono issate davanti al Palazzo di vetro dell’ONU a New York.

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