Croazia, ora è allarme per frutta e verdura

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Croazia, ora è allarme per frutta e verdura

Non solo l’inflazione e l’invasione russa in Ucraina, ma anche i cambiamenti climatici. In Croazia, infatti, negli ultimi mesi si registra anche un preoccupante calo della produzione di tutti i tipi di frutta e verdura. Lo sottolinea la società di consulenza Smarter, che ha analizzato il settore in un rapporto, in cui scrive che i dati dell’Istituto nazionale di statistica (DZS) “confermano in quale misura la produzione di frutta e verdura in Croazia dipenda dal climate change”. Secondo la Smarter, il settore dipende molto anche dallo “scarso uso di soluzioni tecnologiche moderne, dalla mancata protezione da gelate e grandine, ma anche dalle insufficienti aeree irrigate”.

Lo scorso anno, secondo i dati del DZS, la produzione di quasi tutti i tipi di frutta e verdura ha subito una flessione rispetto al 2020. Così, ad esempio, tra le verdure è cresciuta soltanto la produzione di angurie, cetrioli e peperoni. Dall’alto canto, però, la coltivazione dei pomodori è stata un flop: ne sono state prodotte 26.602 tonnellate, ossia 13.361 tonnellate in meno se il dato viene confrontato con l’anno precedente. In questo senso, “il 2021 è stato il peggior anno per il pomodoro dell’ultimo decennio”, si legge nel report della società Smarter, in cui si sottolinea che è calata la coltivazione di cavolo cappuccio, carota, insalata e fagioli. Per quanto concerne la frutta, si è avuta una crescita soltanto per i mandarini, di cui sono state raccolte 40.580 tonnellate, ossia 954 in più rispetto al 2020. A subire la maggiore flessione sono state le prugne (-7.541 tonnellate sul 2020), seguite da mele (-6.335 tonnellate), ciliegie, pesche e nettarine, pere, nocciole, fragole…

“Nell’anno in cui siamo costretti a confrontarci con enormi scompensi sul mercato dei generi alimentari a causa della guerra in Ucraina, ma anche per il drastico aumento di tutti i costi di produzione, i suddetti dati destano notevole preoccupazione”, sottolineano alla Smarter. Nel rapporto si legge che l’aumento dei costi di produzione “potrebbe ridurre l’uso di mezzi di protezione, portare all’utilizzo di concimi di scarsa qualità, ma esiste anche la possibilità che molti produttori si ritirino dal mercato”.

Nonostante tutti questi problemi, la società di consultazione esprime il parere che la Croazia “ha enormi potenzialità” in questo settore grazie alle previsioni su un aumento dei consumi di frutta e verdura e alla copertura del fabbisogno nazionale. In questo contesto la Smarter sottolinea che la Croazia produce il 65 per cento di verdure e il 50 p.c. di frutta per le necessità del mercato nazionale.

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