Nonostante le tensioni in Medio Oriente e i riflessi già visibili sui mercati internazionali dell’energia, al momento non vi sono segnali di un’immediata interruzione fisica delle forniture di carburanti e fonti energetiche per la Croazia. A rassicurare è il Ministero dell’Economia, che in una nota sottolinea come l’attuale fase sia caratterizzata soprattutto da incertezza e volatilità dei prezzi, più che da rischi concreti per la sicurezza degli approvvigionamenti.
Secondo il Ministero, l’evoluzione della situazione sui mercati energetici globali potrebbe tradursi in oscillazioni più marcate delle quotazioni, con effetti diretti anche sui prezzi alla pompa, già ai livelli più alti dell’ultimo anno per la benzina e degli ultimi due anni per il gasolio. Tuttavia, l’apparato istituzionale e tecnico del Paese resta in stato di vigilanza costante. In collaborazione con le autorità competenti e con gli operatori dei sistemi energetici, il governo segue da vicino gli sviluppi ed è pronto ad attivare, se necessario, i meccanismi nazionali ed europei di sicurezza dell’approvvigionamento, in coordinamento con le istituzioni dell’Unione europea.
Solidità del sistema
La linea ufficiale resta improntata alla prudenza, ma anche alla fiducia nella solidità del sistema. La Croazia, spiegano dal Ministero, dispone di un’infrastruttura energetica sviluppata e di canali di fornitura diversificati, elementi che rafforzano la resilienza del Paese anche in un contesto geopolitico instabile come quello attuale nel Medio Oriente. Un aspetto considerato cruciale è il fatto che la Croazia non dipenda strutturalmente da rotte di approvvigionamento che transitano attraverso lo stretto di Hormuz, uno dei principali punti di tensione nello scenario internazionale.
Sul fronte del gas naturale, l’approvvigionamento avviene attraverso il mercato globale del GNL, con un ruolo centrale svolto dal rigassificatore sull’isola di Veglia (Krk). Questa infrastruttura consente importazioni flessibili da una pluralità di Paesi. Finora, le forniture destinate al mercato croato provengono soprattutto da Stati Uniti, Nigeria, Trinidad e Tobago e Algeria, riducendo l’esposizione a singole aree di rischio.
Anche per quanto riguarda il petrolio greggio, la struttura degli approvvigionamenti contribuisce a limitare le vulnerabilità. Le principali forniture arrivano da Azerbaigian e Kazakistan, con integrazioni occasionali da Paesi africani. Una composizione che, secondo il Ministero, conferma la capacità del sistema energetico croato di assorbire eventuali shock legati a crisi regionali o a interruzioni di specifiche rotte internazionali.
Resta, però, il nodo dei prezzi. Se sul piano fisico la sicurezza delle forniture appare garantita, sul piano economico l’instabilità geopolitica continua a farsi sentire. Ed è proprio su questo fronte che i cittadini percepiscono con maggiore immediatezza gli effetti della crisi: al distributore, dove ogni aumento del prezzo del petrolio o del gas sui mercati internazionali si traduce rapidamente in un pieno più caro.
Il Ministero assicura che l’opinione pubblica sarà informata in modo tempestivo e trasparente su ogni eventuale cambiamento rilevante. Ma il messaggio che arriva da Zagabria è chiaro: la Croazia osserva con attenzione lo scenario globale, consapevole che, in una fase di forte tensione internazionale, la stabilità energetica non è solo una questione di infrastrutture, ma anche di equilibrio dei mercati.
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