Il Ministero dell’Economia si prepara a una svolta normativa cruciale per il tessuto commerciale della Croazia. Nel secondo trimestre del 2026, è prevista una modifica alla Legge sull’Artigianato mirata a esentare i piccoli esercizi a conduzione familiare dai rigidi vincoli attualmente in vigore, come evidenziato dal portale Index. Se oggi la chiusura festiva rappresenta la norma, con l’eccezione delle sole 16 domeniche derogabili all’anno, la riforma punta a garantire a queste realtà una piena libertà operativa, rimuovendo le limitazioni sull’orario settimanale e i divieti imposti dai regolamenti speciali.
Una riforma selettiva: il nodo dello status familiare
Il provvedimento non sarà una “sanatoria” generalizzata per tutto il comparto, ma si rivolgerà esclusivamente alle strutture riconosciute come imprese artigiane familiari. L’obiettivo è tutelare quei piccoli punti vendita che, in molti quartieri o nelle aree più isolate, rappresentano l’unico presidio di approvvigionamento per la comunità. Tuttavia, la definizione giuridica esatta di questo status è ancora in fase di perfezionamento: i criteri che delimiteranno i confini della “gestione familiare” verranno infatti precisati durante l’iter legislativo.
L’allarme dei dati
L’esigenza di un intervento è supportata dai numeri forniti dalla Camera dell’Artigianato croata (HOK), che dipingono uno scenario a due velocità. Se da un lato l’artigianato croato sta vivendo una stagione di crescita straordinaria — raggiungendo a fine 2025 le 133.640 unità, con un incremento dell’8,6% annuo e un balzo del 47% rispetto al 2020 — il commercio al dettaglio è in evidente affanno. In questo specifico settore si è registrata una contrazione, con 8.894 attività attive lo scorso dicembre, cento in meno rispetto al 2024. Questa flessione appare come un’anomalia preoccupante nel quadro di un mercato altrimenti florido, spingendo le istituzioni a intervenire per riequilibrare la posizione dei piccoli esercenti rispetto ai giganti della grande distribuzione.
Le incognite tra occupazione e turismo
Nonostante il sostegno della HOK, che vede nella riforma una boccata d’ossigeno per chi basa il lavoro sull’impegno diretto di titolari e congiunti, restano aperti alcuni nodi strutturali. Non è ancora chiaro, ad esempio, se la deroga domenicale permetterà anche l’impiego di personale dipendente non appartenente al nucleo familiare o se la libertà di apertura sarà vincolata alla presenza fisica dei soli proprietari.
Sullo sfondo resta anche il tema della competitività territoriale, specialmente nelle località turistiche. Qui il dibattito si accende sulla disparità di trattamento tra le botteghe del centro e i negozi situati nei complessi alberghieri, che già oggi godono di esenzioni particolari. Sarà proprio la stesura definitiva della norma a dover armonizzare queste differenze, definendo il futuro dei piccoli negozi di vicinato.
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