Marin Piletić lascia il governo croato. Secondo indiscrezioni raccolte dai media croati, il ministro del Lavoro, del Sistema pensionistico, della Famiglia e delle Politiche sociali esce dall’esecutivo dopo mesi di forti polemiche legate alla gestione dell’“assegno inclusivo”, la misura destinata alle persone con disabilità.
Al suo posto arriva Alen Ružić, attuale direttore del Centro clinico ospedaliero di Fiume, figura nota nel sistema sanitario croato e con un profilo tecnico che segna una discontinuità rispetto al ministro uscente. La conferma è arrivata nel corso della riunione della presidenza dell’Hdz, svoltasi oggi, lunedì 9 febbraio, a Zagabria.
Circa un’ora dopo anche il premier Andrej Plenković ha confermato, al termine dell’abituale riunione dell’Hdz del lunedì, la rimozione del ministro Marin Piletić. Nel suo intervento, Plenković ha spiegato che Piletić era “in parte esausto” a causa della complessità e delle elevate richieste del dicastero che guidava, aggiungendo che continuerà la sua attività politica in Parlamento.
“Marin è una persona eccellente, un politico solido e con una prospettiva importante davanti a sé. Tuttavia, da circa due mesi stavamo già discutendo dell’opzione di un suo passo indietro. È stato un processo: bisognava individuare una persona adeguata per questa funzione”, ha dichiarato Plenković.
Il premier ha inoltre sottolineato che tutti i partner della coalizione hanno sostenuto la candidatura di Alen Ružić come nuovo ministro, ringraziando al contempo Piletić per il contributo offerto al lavoro del governo.
Parlando di Ružić, Plenković ha ricordato il suo percorso accademico e politico: è stato prorettore dell’Università di Fiume, candidato alla carica di presidente della Regione litoraneo-montana dove ha ottenuto il 47% dei voti. Una figura, secondo il premier, che gode di ampio consenso e di un profilo adatto a ricoprire il nuovo incarico ministeriale.
Lo scandalo dell’assegno inclusivo
L’uscita di scena di Piletić è legata direttamente allo scandalo esploso alla fine dello scorso anno sulla riforma dell’assegno inclusivo, pensato per unificare e aumentare una serie di prestazioni sociali destinate alle persone con disabilità. Fin dall’avvio, il sistema si è però inceppato: migliaia di domande sono rimaste bloccate per mesi, con ritardi significativi nelle decisioni e nei pagamenti.
Secondo i dati forniti dallo stesso ministro, circa 15.000 persone sono morte prima di ricevere una risposta definitiva sulla concessione del diritto. Un numero che ha acceso un durissimo confronto politico e mediatico, diventando il simbolo del fallimento amministrativo della riforma.

A pesare ulteriormente sulla posizione di Piletić è stata una sua dichiarazione pubblica, quando, interrogato su quei decessi, aveva commentato che la situazione “non è encomiabile”, cercando di giustificare i ritardi con la complessità amministrativa e l’elevato numero di pratiche. L’espressione è stata giudicata dall’opposizione e da una parte dell’opinione pubblica come fredda e inadeguata, considerando che si trattava di persone con gravi disabilità morte in attesa di un diritto.
A complicare il quadro è arrivata anche una decisione non definitiva del Tribunale amministrativo di Zagabria, secondo cui i procedimenti per l’assegno inclusivo devono proseguire anche dopo la morte del richiedente e che, qualora il diritto sussista, gli arretrati vadano riconosciuti agli eredi. Il Ministero ha presentato ricorso contro questa sentenza, aprendo un ulteriore fronte di scontro.
Le critiche in Parlamento
Nel corso dei dibattiti parlamentari, Piletić è stato più volte accusato di gravi carenze nella gestione del dicastero. L’opposizione ha sostenuto che la legge sia stata approvata senza un’adeguata preparazione e che il sistema abbia finito per penalizzare proprio le persone più vulnerabili, quelle che la riforma avrebbe dovuto tutelare.
Con l’arrivo annunciato di Alen Ružić, il governo punta ora a voltare pagina su uno dei dossier sociali più delicati degli ultimi anni, cercando di ricostruire credibilità e fiducia in un settore che tocca direttamente migliaia di cittadini fragili.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.







































