Croazia. Minimo aumento delle pensioni

Il rallentamento dell’inflazione e la frenata dei salari nella seconda metà del 2025 incidono sulla rivalutazione degli assegni. Per i dati definitivi occorrerà attendere i rilevamenti di fine febbraio.

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Croazia. Minimo aumento delle pensioni
Foto: Patrik Macek/PIXSELL

Con l’apertura del nuovo anno, i trattamenti pensionistici subiranno un aggiornamento stimato intorno al 2%. Si tratta di un ritocco contenuto, figlio diretto della decelerazione dei prezzi al consumo e di una dinamica salariale meno brillante registrata nell’ultimo semestre del 2025. Come riportato dalla testata specializzata Mirovina.hr, il meccanismo di revisione scatta con cadenza semestrale (gennaio e luglio) e si basa su un calcolo ponderato: un rapporto 85:15 tra l’indice del costo della vita e le retribuzioni lorde medie, privilegiando il parametro che ha segnato la crescita maggiore.

Inflazione sotto controllo

Nella parte finale dell’anno scorso, la spinta inflazionistica non ha mostrato scostamenti di rilievo rispetto ai primi sei mesi. A dicembre, il carovita si è attestato al 3,3%, evidenziando una flessione rispetto al 3,8% di novembre. Analizzando il trimestre precedente, i valori erano rimasti stabili tra il 3,6% di ottobre e le punte del 4% circa di fine estate. Se confrontati con il primo semestre del 2025, i prezzi hanno mantenuto una sostanziale linearità, privando così l’indice di adeguamento di quella spinta necessaria a garantire aumenti più corposi.

Salari in stallo: un trend insolito

Parallelamente alla stasi dei prezzi, si è assistito a un brusco raffreddamento delle buste paga. Sebbene l’ultimo dato disponibile indichi una retribuzione netta media di 1.470 euro a ottobre (contro i 1.437 di luglio), una prospettiva più ampia rivela segnali meno incoraggianti.

In primavera, infatti, i compensi medi avevano toccato vette superiori (1.451 euro a maggio), seguiti da insolite contrazioni mensili durante il periodo estivo. Per completare il quadro statistico mancano ancora i numeri ufficiali dell’Istituto Nazionale di Statistica relativi agli ultimi due mesi dell’anno, attesi per la fine di febbraio.

Solo in quel momento verrà ufficializzato il valore aggiornato della quota pensionistica, attualmente fissata a 14,45 euro. Allo stato attuale, tuttavia, appare chiaro che né la curva dei consumi né quella degli stipendi possiedono il vigore necessario per tradursi in un incremento significativo per le tasche dei pensionati.

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