Dal 12 maggio al 31 agosto l’Ispettorato statale (DIRH) ha eseguito 7.308 ispezioni coordinate in 1.879 strutture attive in settori legati al turismo. I controlli, mirati a garantire legalità e sicurezza nelle attività turistiche in vista della stagione estiva, hanno portato all’accertamento di oltre 8.500 violazioni delle norme e all’immediato incasso di 3.154 multe per un totale di 852.500 euro.
Le verifiche hanno coinvolto squadre miste di ispettori – dai turisti ai sanitari, dai commerciali agli agricoli – che hanno controllato hotel, campeggi, marina, ristoranti, negozi, impianti di produzione e altre attività. Un’ispezione coordinata significa la presenza di almeno quattro ispettorati diversi, a seconda del tipo di attività. Le province con il maggior numero di controlli sono state quelle di Spalato e della Dalmazia, di Zara, Sebenico-Knin e Ragusa (Dubrovnik) e della Narenta (Neretva). In circa 2.800 controlli (il 38,4% del totale) non sono state rilevate infrazioni.
Per circa 1.760 irregolarità è stato applicato il principio di opportunità: gli operatori sono stati avvisati e invitati a rimediare alle violazioni senza sanzioni immediate. In altri casi, invece, sono stati avviati 246 procedimenti penali e notificati 600 verbali per quasi 950mila euro. Oltre alle multe sul posto, gli ispettori hanno emesso 85 ordinanze con cui hanno confiscato profitti illeciti per 131.400 euro.
Le violazioni più frequenti
Le violazioni più frequenti hanno riguardato la mancata conformità ai requisiti minimi di attrezzature, arredi e classificazione delle strutture e il mancato rispetto delle condizioni di erogazione dei servizi di ristorazione. I sanitari hanno segnalato scarsa osservanza degli standard igienici, in particolare nell’attuazione del sistema HACCP e nella pulizia dei locali, mentre l’ispezione commerciale ha riscontrato casi frequenti di mancata esposizione dei prezzi e di attività non registrate. L’ispezione agricola, infine, ha verificato l’etichettatura dei prodotti alimentari, l’autenticità e il rispetto delle denominazioni di origine.
Un’attenzione speciale è stata riservata al rispetto delle norme sul lavoro, con l’obiettivo di proteggere i diritti dei dipendenti e garantire assunzioni regolari, anche di cittadini di Paesi terzi. Le ispezioni hanno scoperto lavoratori non dichiarati, rapporti di lavoro irregolari e casi di assunzione illegale di stranieri. Solo in questo ambito, le sanzioni e le misure amministrative hanno portato 667.100 euro nelle casse dello Stato.
Sul fronte della sicurezza sul lavoro, sono emerse lacune nella valutazione dei rischi, nella formazione per un lavoro sicuro e nella dotazione di dispositivi di protezione individuale.
Secondo il DIRH, riporta l’agenzia Hina, i controlli condotti prima e durante la stagione turistica 2025 hanno mostrato che molti operatori rispettano le norme, ma rimane la necessità di migliorare in diversi settori. L’Ispettorato sottolinea che le verifiche coordinate rappresentano un meccanismo efficace per rafforzare la sicurezza giuridica, tutelare i consumatori e garantire i diritti dei lavoratori, contribuendo a innalzare la qualità dei servizi e la legalità nel settore turistico croato.
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