Croazia. L’opposizione esige le elezioni anticipate

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Croazia. L’opposizione esige le elezioni anticipate

“Dobbiamo sciogliere il Parlamento”: è questa la tesi dei deputati dell’opposizione, espressa durante la seduta di ieri del Sabor. Le motivazioni risiedono “nel clientelismo, nel malfunzionamento dello Stato, nella criminalità dilagante e nell’immobilismo dinanzi ai problemi del Paese”, che secondo l’opposizione sono motivi più che validi per sciogliere il Parlamento e andare alle elezioni anticipate. Anzi, secondo molti di loro si tratta dell’unica strada percorribile. “Restituire il mandato ai cittadini è l’unica alternativa”, ha affermato Peđa Grbin, presidente dell’SDP.
A dargli ragione è stato Marko Milanović Litre, dei Sovranisti croati, che ha parlato dell’apatia politica e della corruzione che sarebbero presenti nelle alte sfere, spiegando come avrebbe visto di buon occhio un nuovo governo, al posto delle mere sostituzioni di singoli ministri che ci sono invece state.
Branko Bačić, dell’HDZ, ha fatto però notare loro come non abbia assolutamente senso chiedere che il Parlamento venga sciolto, in quanto la coalizione di maggioranza non è mai scesa sotto i 76 deputati. Secondo Sandra Benčić, del gruppo parlamentare dei Verdi di sinistra, gli argomenti dell’HDZ non reggono e sarebbero anzi la conferma di come vi sia del marcio sulla scena politica nazionale.
Dopo gli interventi iniziali la situazione al Sabor è degenerata: gli argomenti e la logica sono passati in secondo piano e si è passati a discutere sul piano personale. Vesna Bedeković, dell’HDZ, ha fatto notare come Grbin abbia rinunciato all’indennizzo parlamentare per la vita in proprio soltanto quando ha avuto la necessità di iscrivere il figlio ad un asilo pubblico, andando a risparmiare con questa mossa 2.000 kune. Non sono mancati ovviamente gli interventi a difesa di Grbin. Così alcuni hanno rinfacciato a Vesna Bedeković come abbia potuto passare dal fare la maestra allo scranno parlamentare soltanto grazie alla tessera dell’HDZ.
In tutto questo si è riuscito a toccare anche l’argomento dell’entrata nella NATO di Svezia e Finlandia, con Grbin che ha detto di non avere intenzione di opporsi, spiegando come vorrebbe però dare fiducia al Presidente della Repubblica, Zoran Milanović affinché porti a termine i suoi piani.

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