La retribuzione media netta in Croazia continua a crescere su base annua, ma a luglio ha registrato un leggero calo rispetto al mese precedente. Secondo i dati pubblicati dall’Ufficio centrale di statistica, la paga mensile netta per dipendente nelle imprese è stata di 1.437 euro, il 9,3% in più rispetto allo stesso mese del 2024 e il 5% in termini reali. Su base mensile, però, il salario è sceso dello 0,5% nominale e dello 0,9% reale.
Il divario tra settori resta molto ampio. Nel trasporto aereo lo stipendio medio netto ha raggiunto i 2.353 euro, mentre nella produzione di abbigliamento non supera i 937 euro. La mediana della retribuzione, cioè il punto in cui metà dei lavoratori guadagna di più e metà di meno, è stata di 1.249 euro, in aumento dell’1,3% rispetto a giugno e del 10,5% su base annua.
Anche le retribuzioni lorde seguono un andamento simile. A luglio la media è stata di 2.000 euro lordi, lo 0,4% in meno rispetto al mese precedente e lo 0,8% in termini reali. In un anno la crescita è stata del 9,8% nominale e del 5,5% reale. Nel trasporto aereo il lordo medio ha raggiunto i 3.436 euro, contro i 1.232 dell’industria tessile.
Il rapporto segnala anche l’aumento delle ore retribuite: 182 in media a luglio, il 10,3% in più rispetto a giugno. Il numero più alto di ore pagate si registra nel trasporto marittimo (191), il più basso nei servizi sociali senza alloggio (172).
Se si guarda alla paga oraria, la media netta di luglio è stata di 7,72 euro, l’8,6% in meno rispetto a giugno ma il 9,2% in più su base annua. Il calo mensile è legato anche alla stagionalità, con l’ingresso estivo di lavoratori nel turismo e nei servizi a più bassa retribuzione.
Nel periodo gennaio-luglio 2025 la retribuzione netta media è stata di 1.432 euro, con un incremento del 10,2% rispetto allo stesso periodo del 2024 (6,4% in termini reali). Un trend che conferma la dinamica positiva dei salari ma che lascia irrisolte le differenze tra comparti.
Gli esperti osservano che l’aumento dei salari è frutto della scarsità di manodopera e del miglioramento della produttività in alcuni settori, ma l’inflazione continua a erodere parte del guadagno reale. La sfida per i prossimi mesi sarà mantenere il potere d’acquisto e ridurre le disparità tra lavoratori, in particolare tra quelli dei comparti tradizionali e quelli più innovativi.
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