Croazia. Lieve aumento delle nascite nel 2025

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Croazia. Lieve aumento delle nascite nel 2025
Foto: Press Association/PIXSELL

Dopo un lungo periodo di diminuzione del numero delle nascite, la Croazia ha registrato nel 2025 un lieve incremento rispetto all’anno precedente. Gli esperti di demografia avvertono tuttavia che si tratta di un miglioramento modesto, insufficiente a modificare l’andamento strutturalmente negativo delle dinamiche demografiche.

Come riportato dalla testata Index, secondo i dati provvisori dell’Ufficio nazionale di statistica (DZS), nel 2024 sono nati 31.858 bambini, mentre nel 2025 le nascite hanno raggiunto quota 32.385, ovvero 527 in più. L’aumento interrompe la flessione continua culminata proprio nel 2024, quando si era toccato il minimo dell’ultimo decennio.

Il ministro della Demografia e dell’Immigrazione, Ivan Šipić, collega la crescita all’effetto delle misure demografiche introdotte dal governo, interpretandola come un segnale di primi risultati positivi dopo anni di contrazione. Il ministro sottolinea inoltre il forte incremento nell’utilizzo dei congedi parentali e di paternità, attribuito alla nuova legge sui sostegni alla maternità e alla genitorialità e all’aumento delle indennità economiche, misure che — secondo il dicastero — renderebbero più agevole per le famiglie la decisione di avere figli.

Nonostante il dato in aumento, i demografi invitano a non parlare di inversione di tendenza, ma piuttosto di un possibile rallentamento della dinamica negativa. Ivo Turk, demografo dell’Istituto di Scienze sociali “Ivo Pilar”, ricorda che la Croazia registra un saldo naturale negativo ininterrotto dall’inizio degli anni Novanta.

“I dati preliminari del 2025 non fanno eccezione: si tratta soltanto di una riduzione dell’intensità del trend negativo, non di un suo capovolgimento. Il calo naturale della popolazione resta significativo- afferma Turk, aggiungendo che un aumento di circa 500 nascite è incoraggiante, ma statisticamente ancora limitato -. Potrebbe trattarsi di oscillazioni naturali oppure dell’inizio di un rallentamento del trend di lungo periodo: solo il tempo potrà dirlo”.

“Momentum” demografico negativo

Un’analisi simile viene proposta anche da Ivan Čipin, professore alla Facoltà di Economia di Zagabria, che richiama l’attenzione sul forte “momentum” demografico negativo. Secondo l’esperto, variazioni annuali di qualche centinaio di nascite non sono insolite per una popolazione delle dimensioni della Croazia: si tratta infatti di uno scostamento dell’1-2%, compatibile con le normali fluttuazioni annuali e non necessariamente indicativo di un cambiamento strutturale.

Čipin sottolinea inoltre che il Paese risente dell’ingresso nell’età riproduttiva di generazioni femminili numericamente più ridotte: “Un incremento di circa 500 nascite è un segnale positivo, ma non può essere interpretato, per ora, come un’inversione del trend di lungo periodo”.

I dati mensili mostrano che lo schema stagionale resta sostanzialmente invariato. Nel 2024 il numero più alto di nati vivi è stato registrato in ottobre (2.926), mentre il minimo si è osservato in giugno (2.384). Nel 2025 il picco si è spostato a settembre (3.087 nascite), mentre febbraio è stato il mese più debole con 2.233 nati. A differenza dell’anno precedente, nel 2025 si è nuovamente verificato almeno un mese con oltre 3.000 nascite.

Secondo Čipin, parte dell’aumento potrebbe essere legata al cosiddetto “effetto tempo”, cioè alla realizzazione di progetti di genitorialità precedentemente rinviati. “In periodi di incertezza le coppie tendono a posticipare le nascite; quando la situazione si stabilizza, una parte di quei progetti viene recuperata. Cambia quindi il momento in cui avviene la nascita, ma non necessariamente il numero finale di figli per donna”, spiega.

Le politiche demografiche

Per quanto riguarda le politiche demografiche del governo, entrambi gli esperti concordano sul fatto che sia difficile valutarne l’impatto sulla base di un solo anno di dati. Le misure potrebbero produrre effetti positivi solo se l’andamento più favorevole dovesse consolidarsi nel tempo. “Una rondine non fa primavera: processi demografici sfavorevoli in atto da decenni non possono essere annullati da un singolo anno leggermente migliore”, avverte Turk.

Čipin aggiunge che gli incentivi economici possono facilitare la realizzazione delle nascite già pianificate, ma raramente determinano un aumento duraturo della fecondità. “Più efficaci sono interventi stabili e di lungo periodo, come la disponibilità di asili nido, la sicurezza occupazionale e una migliore conciliazione tra vita familiare e lavoro”, sottolinea.

Secondo le proiezioni di Eurostat, entro la metà del secolo il numero di nascite in Croazia potrebbe scendere a circa 25 mila l’anno, mentre i decessi dovrebbero mantenersi intorno ai 50 mila, lasciando quindi invariato un forte saldo naturale negativo. In questo contesto, concludono i demografi, è più realistico parlare di attenuazione del calo piuttosto che di un ritorno ai livelli di fertilità delle passate decadi.

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