L’ex ministro croato del Mare, dei Trasporti e delle Infrastrutture Božidar Kalmeta è stato dichiarato colpevole in primo grado dal Tribunale della Regione di Zagabria nell’ambito delle inchieste “HAC-Remorker” e “Prometna renesansa Hrvatske”, due dei casi di corruzione più rilevanti che hanno coinvolto negli ultimi anni l’HDZ. La sentenza, ancora non definitiva, riguarda in particolare il progetto infrastrutturale di Gaženica e la realizzazione del film promozionale Prometna renesansa Hrvatske (“Rinascita dei trasporti croati”), commissionato durante il mandato ministeriale di Kalmeta. Condannato anche l’ex collaboratore Damir Kezele.
La rete di fatture false e il progetto Gaženica
Secondo quanto ricostruito dal tribunale, Kalmeta avrebbe preso parte a un sistema attraverso il quale venivano sottratti fondi pubblici mediante false consulenze collegate ai lavori per il porto e il nodo infrastrutturale di Porto Nuovo (Gaženica), vicino a Zara.
La corte ha stabilito che tra il 2005 e il 2006 Igor Premilovac emetteva fatture fittizie nei confronti della società Viadukt, consentendo il prelievo di circa 2,5 milioni di euro. Una parte del denaro sarebbe stata trattenuta dallo stesso Premilovac, mentre il resto sarebbe stato consegnato a Josip Sapunar e successivamente trasferito a Ivan Berket.
Kalmeta è stato riconosciuto colpevole di aver partecipato agli accordi che permisero il drenaggio illecito di fondi attraverso questo sistema.
La condanna: carcere parzialmente sospeso
L’ex ministro è stato condannato a due anni e sei mesi di reclusione, con pena in parte sospesa. In base alla sentenza dovrà scontare dieci mesi di carcere effettivo, mentre il restante anno e otto mesi saranno sospesi a condizione che nei prossimi quattro anni non commetta nuovi reati. Il tribunale ha inoltre disposto il risarcimento allo Stato croato di circa 81 mila euro.
Anche Damir Kezele è stato giudicato colpevole e condannato a due anni di reclusione, di cui sei mesi da scontare effettivamente. La restante parte della pena resterà sospesa per quattro anni.
Le accuse sul film “Prometna renesansa Hrvatske”
Tra i capi d’accusa rimane centrale anche la produzione del film promozionale “Prometna renesansa Hrvatske”, realizzato dalla società Fimi media per conto del Ministero dei Trasporti. Secondo l’accusa, il documentario sarebbe stato commissionato con finalità di promozione politica, provocando un danno economico di oltre 81 mila euro alle casse pubbliche.
Fimi media era già finita al centro di uno dei più grandi scandali politici croati, culminato nella condanna della società per aver alimentato il fondo nero dell’HDZ attraverso fondi provenienti da imprese statali e istituzioni pubbliche.
Un processo lungo e complesso
Oltre a Kalmeta e Kezele, nel procedimento figurano anche Zdravko Livaković, Milivoj Mikulić, Stjepko Boban e Stanko Vukelić. Tutti hanno continuato a respingere le accuse di corruzione e appropriazione indebita nel corso del processo bis.
La nuova sentenza arriva dopo che nel settembre 2022 la Corte Suprema croata aveva annullato la precedente assoluzione di Kalmeta, ordinando la ripetizione del processo.
Nelle precedenti formulazioni dell’accusa, si sosteneva che l’ex ministro e i suoi collaboratori avessero spartito oltre 15 milioni di kune e circa 850 mila euro provenienti da società attive nella manutenzione e costruzione delle infrastrutture stradali.
L’attuale atto d’accusa, modificato dall’Uskok, l’Ufficio per la lotta alla corruzione e al crimine organizzato, ridimensiona l’entità del profitto illecito attribuito direttamente a Kalmeta a poco più di 220 mila euro, ma conferma l’impianto generale dell’inchiesta.
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