In Croazia lo stipendio netto medio per il mese di agosto è stato di 1.446 euro, il che rappresenta un aumento dello 0,6% rispetto a luglio, ha comunicato l’Ufficio nazionale di statistica.
La pensione media complessiva, che include anche quelle erogate secondo normative speciali (ma esclude i piccoli pagamenti previsti dagli accordi internazionali), ammonta a 688,81 euro.
In base ai dati pubblicati oggi dall’Istituto di assicurazione pensionistica (Hzmo), nell’erogazione delle pensioni di ottobre, il rapporto tra la pensione e lo stipendio è pari al 47,6%. L’ente, infatti, mostra il rapporto tra pensione e stipendio basandosi su una media notevolmente più favorevole rispetto a quella reale, ad esempio se si considerano solo le pensioni “dei lavoratori”.
Per esempio, il reddito medio di tutti gli 1,13 milioni di pensionati croati secondo le norme generali è di 560 euro, cioè circa 128 euro in meno rispetto alla media complessiva. Di conseguenza, anche la quota della pensione “dei lavoratori” rispetto allo stipendio è inferiore, e ammonta a circa il 38%. In altre parole, la realtà è una cosa, mentre le statistiche abbelliscono un po’ la situazione, scrive il portale Mirovina.hr.
Singole categorie
L’immagine diventa ancora più realistica se si osservano le singole categorie di pensionati. Uno su tre sopravvive con la pensione minima, che in media ammonta a 447 euro. Queste sono aumentate grazie all’intervento del Governo nell’ambito della riforma pensionistica a partire dal 1.mo luglio, con un incremento del 3%. Successivamente, sono state ulteriormente aumentate dalla medesima data (con pagamento a settembre) tramite il terzo maggiore adeguamento mai realizzato in Croazia, pari al 6,48%.
In media, tale retribuzione è cresciuta di 37 euro, ma rappresenta comunque solo il 31% dello stipendio medio. Purtroppo, il numero di pensioni minime è in costante aumento.
Per quanto riguarda le pensioni di invalidità, queste ammontano in media a 465 euro, e la loro quota rispetto allo stipendio medio è del 32%. Quelle familiari sono invece leggermente più alte, con una media di 531 euro, pari al 36% dello stipendio medio.
La quota più elevata della pensione rispetto allo stipendio, secondo disposizioni speciali, spetta ai veterani, in gran parte invalidi della guerra patriottica. La loro pensione media ammonta a 1.322 euro, il che rappresenta ben il 91,5% dello stipendio medio.
È interessante notare che l’Istituto pensionistico non considera separatamente le pensioni parlamentari, le quali quindi rientrano nella media delle pensioni “dei lavoratori”, poiché sono state ottenute secondo entrambe le normative. Queste attualmente ammontano in media a 2.370 euro, e anche se sono state abolite, il loro numero continua a crescere. Come si può vedere, la quota del loro reddito rispetto allo stipendio è pari al 164%.
L’aumento delle pensioni dovuto all’adeguamento e il calo dello stipendio medio hanno fatto crescere, nel mese di settembre, il rapporto tra pensione e stipendio del 3%. La quota del 47,8% è la più alta dal 2015, quando le pensioni erano inferiori del 90% rispetto a oggi.
La pensione media erogata in agosto è stata di 648,30 euro, mentre a settembre, dopo l’adeguamento, è aumentata di 38 euro. Lo stipendio medio, invece, è diminuito di 7 euro rispetto al mese precedente. Attualmente è superiore di 9 euro su base mensile, mentre le pensioni sono cresciute in media di 2 euro per effetto dell’inerzia del sistema pensionistico.
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