Croazia, svolta governo: difesa, pensioni e casa ridisegnano il 2026

Dalla reintroduzione del servizio militare alla riforma del welfare, Zagabria accelera su sicurezza e riforme strutturali

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Croazia, svolta governo: difesa, pensioni e casa ridisegnano il 2026
Foto: Marko Lukunic/PIXSELL

Nel 2025 il governo croato ha scelto una linea di intervento netta, con decisioni che segnano una discontinuità rispetto al passato e che avranno effetti concreti già dal 2026. Difesa, pensioni, casa e assetto urbano diventano i pilastri di un’azione politica che guarda a uno scenario internazionale più instabile e a una società interna che chiede maggiore sicurezza, tutele e prospettive.

Ritorno al servizio militare e svolta nella difesa

La decisione più simbolica e discussa, scrive l’agenzia Hina, riguarda il ritorno del servizio militare obbligatorio. Abolito nel 2007, il servizio tornerà operativo dal prossimo anno con una durata di due mesi. Secondo il vicepremier e ministro della Difesa Ivan Anušić, si tratta di una soluzione equilibrata, pensata per fornire in tempi rapidi le competenze essenziali senza stravolgere la vita dei giovani.
L’addestramento sarà interamente militare e pratico. Oltre alla preparazione di base, i coscritti apprenderanno nozioni di sopravvivenza, primo soccorso e utilizzo delle nuove tecnologie, inclusa la gestione dei droni. Dal governo insistono su un punto: nessuna indottrinazione politica, solo formazione tecnica e difensiva. Una precisazione che dice molto del clima europeo e delle sensibilità di una generazione cresciuta lontano dall’idea della leva.

Accanto al ritorno della leva, la Croazia compie un salto di qualità nella modernizzazione delle Forze armate. A fine anno sono stati firmati quattro contratti per un valore complessivo superiore ai due miliardi di euro, definiti dall’esecutivo come il più grande investimento militare degli ultimi decenni. I fondi serviranno per rafforzare la difesa anti-droni, l’artiglieria, le capacità corazzate e la logistica.

Il quadro si completa con la piena operatività della squadriglia di caccia Rafale e con il posizionamento della Croazia tra i Paesi leader nella produzione di droni FPV. Non a caso, il 2025 è stato anche l’anno della grande parata militare per il 30esimo anniversario dell’operazione Tempesta (Oluja), un evento che ha saldato memoria storica e nuova strategia difensiva.

Pensioni, un nuovo equilibrio tra lavoro e welfare

Se la difesa guarda alle minacce esterne, la riforma pensionistica risponde a una questione interna sempre più pressante: l’invecchiamento della popolazione. Il governo ha introdotto un pacchetto di misure che coinvolge sia gli attuali pensionati sia quelli futuri.

Arriva un bonus annuale per tutti i pensionati, aumenta a dodici mesi il periodo di contributi riconosciuti alle madri per ogni figlio nato o adottato e viene abolita la penalizzazione sulle pensioni. Crescono anche le pensioni di invalidità, con un aumento del 10 per cento, mentre le minime salgono del 3 per cento.

Cambia anche il meccanismo di adeguamento, con una nuova formula più favorevole, e si apre alla possibilità per i pensionati di lavorare a tempo pieno continuando a percepire metà della pensione. Una scelta che cerca di tenere insieme sostenibilità dei conti pubblici e valorizzazione dell’esperienza lavorativa, in un mercato che fatica a trovare manodopera qualificata.

Casa e territorio, le tensioni non mancano

Sul fronte urbanistico e abitativo, il governo ha varato nuove leggi in materia di pianificazione e costruzione, accompagnate da regolamenti e bandi per favorire l’accesso alla casa a prezzi sostenibili. Un intervento ambizioso, ma non privo di polemiche. Le opposizioni hanno annunciato ricorsi alla Corte costituzionale, contestando alcuni aspetti delle nuove norme.

Proprio la Corte costituzionale è tornata al centro del dibattito a fine anno, cancellando alcune parti della legge sull’assistenza personale. La risposta dell’esecutivo è stata immediata, con l’annuncio di una soluzione temporanea attraverso un decreto con forza di legge, in attesa di una revisione più organica.

Un anno politico segnato anche dagli scossoni

Il 2025 si era aperto in modo turbolento per l’esecutivo. Le immagini che ritraevano il ministro dell’Agricoltura Josip Dabro, mentre sparava da un’auto e maneggiava armi, coinvolgendo anche il figlio minorenne, hanno portato alle sue dimissioni. Al suo posto è subentrato il collega di partito David Vlajčić, chiamato a riportare stabilità in un settore chiave.

Il 2026 si annuncia come l’anno della verifica. L’avvio concreto del servizio militare, l’impatto degli investimenti nella difesa, gli effetti reali della riforma pensionistica e l’applicazione delle nuove regole urbanistiche diranno se la strategia del governo avrà rafforzato il Paese o se emergeranno nuove fratture sociali e politiche. La Croazia entra così in una fase di transizione, con lo sguardo rivolto a un’Europa che cambia e a una società chiamata ad adattarsi.

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