L’anno si chiude con un segnale di distensione per l’economia croata, ma il quadro che emerge dai dati definitivi dell’Istituto nazionale di statistica (DZS) è a tinte chiaroscure. Sebbene l’inflazione a dicembre 2025 sia scesa al 3,3% — uno dei valori più bassi registrati nell’intero anno — la pressione sui costi fissi delle famiglie non sembra dare tregua.
La parabola dei prezzi
Il 2025 è stato un anno di altalene emotive per i consumatori croati. Dopo un inizio d’anno al 4% e picchi estivi che hanno sfiorato il 4,2% a settembre, il rallentamento di dicembre (rispetto al 3,8% di novembre) appare come una boccata d’ossigeno. Eppure, guardando dentro il “carrello” della statistica, emerge una realtà frammentata: l’aumento dei costi non ha colpito tutti i settori con la stessa intensità.
Casa e vacanze
A guidare la classifica dei rincari è il cuore della vita quotidiana: la casa. Le voci relative ad abitazione, acqua, energia elettrica e gas hanno subito un’impennata dell’8,4% su base annua. Un dato che incide pesantemente sul potere d’acquisto, soprattutto se sommato al settore dei servizi, che in generale è cresciuto del 6,3%.
Non è andata meglio a chi ha cercato svago. Il comparto di ristoranti e hotel ha chiuso l’anno con un pesante +7,6%, rendendo le festività e le cene fuori sensibilmente più care rispetto al dicembre precedente.
Dove si risparmia
Fortunatamente, alcune voci di spesa hanno remato in direzione opposta, offrendo un parziale contrappeso ai rincari energetici: trasporti (una flessione dell’1,8%, probabilmente trainata dalla stabilizzazione dei prezzi dei carburanti), abbigliamento e calzature (i prezzi sono scesi dell’1%, grazie anche alle strategie promozionali di fine anno) e arredamento (la crescita è stata quasi impercettibile, fermandosi allo 0,4%).
Il peso dei servizi
Mentre i beni alimentari e il tabacco hanno registrato un aumento moderato (+3,1%), è il comparto dei servizi a preoccupare gli analisti, con una crescita media del 6,3%. Questa dinamica suggerisce che, nonostante l’inflazione generale sia in calo, il costo del lavoro e della gestione nelle attività terziarie rimane elevato.
In definitiva, il 2025 si congeda con un’inflazione meno aggressiva, ma la “mappa della spesa” disegnata dal DZS conferma che per i cittadini croati la vera sfida resta il costo dell’abitare e del tempo libero, capitoli di spesa che continuano a correre molto più veloci della media nazionale.
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