Croazia. Iva sui carburanti, verso tagli rapidi per frenare i rincari

Al Sabor le modifiche alla legge: aliquote riducibili fino a 10 punti per contenere i prezzi

0
Croazia. Iva sui carburanti, verso tagli rapidi per frenare i rincari
Foto Željko Jerneić

Il governo croato apre alla possibilità di ridurre l’Iva sui carburanti per fronteggiare eventuali nuovi shock energetici legati alle tensioni internazionali. È quanto emerge dalla proposta di modifica della legge sull’imposta sul valore aggiunto presentata al Sabor (il Parlamento di Zagabria, ndr) dal vicepremier e ministro delle Finanze, Tomislav Ćorić.

Una misura preventiva per scenari di crisi

L’obiettivo, ha spiegato il ministro, è dotare l’esecutivo di uno strumento rapido per intervenire in caso di ulteriore escalation del conflitto in Medio Oriente e conseguente aumento dei prezzi dell’energia. La modifica consentirebbe al governo di intervenire direttamente con decreto, evitando i tempi più lunghi dell’iter parlamentare.

In concreto, l’Iva sui derivati del petrolio potrebbe essere ridotta fino a dieci punti percentuali, ma solo in circostanze eccezionali. “Si tratta di condizioni particolari legate agli sviluppi bellici, che richiedono risposte tempestive per stabilizzare il mercato”, ha sottolineato Ćorić in aula.

Spazio di manovra per intervenire sui prezzi

La norma darebbe all’esecutivo la possibilità di fissare non solo l’aliquota Iva sui carburanti soggetti ad accisa, ma anche la durata della misura. L’intenzione dichiarata è quella di proteggere i consumatori, contenere i prezzi e garantire la stabilità del mercato energetico.

Il ministro ha assicurato che eventuali riduzioni dell’Iva si tradurrebbero in un calo dei prezzi alla pompa, sottolineando come il settore dei carburanti sia più facilmente regolabile rispetto ad altri beni. “Le manipolazioni sono escluse grazie ai meccanismi di controllo sui margini”, ha precisato.

Il limite europeo: aliquota minima al 15%

Rispondendo alle critiche, Ćorić ha ricordato che la Croazia intende rispettare i vincoli europei: l’aliquota non potrà scendere sotto il 15%. Un punto sollevato anche dall’opposizione, tra cui il deputato Boris Lalovac, che ha chiesto chiarimenti sulla compatibilità con le norme Ue e sui margini effettivi di intervento.

Il governo, ha ribadito il ministro, si muoverà in coordinamento con la Commissione europea qualora si rendesse necessario attivare la misura. “Vogliamo semplicemente essere pronti, sperando di non dover intervenire”, ha aggiunto.

Le critiche dell’opposizione

Dai banchi dell’opposizione non sono mancate perplessità. In particolare, è stata contestata la definizione troppo generica di “circostanze eccezionali” e il rischio di attribuire al governo un potere troppo ampio nella determinazione delle aliquote fiscali.

Il deputato indipendente Nino Raspudić ha chiesto criteri più chiari, ad esempio legati al prezzo del petrolio, per stabilire quando attivare le misure. Altri interventi hanno sottolineato il rischio di marginalizzare il ruolo del Parlamento.

Impatto sui conti pubblici

Sul fronte finanziario, il ministro ha indicato che eventuali tagli fiscali comporterebbero un costo per le casse dello Stato, ma sostenibile. In uno scenario simile a quello recente, l’impatto potrebbe aggirarsi attorno ai 100 milioni di euro.

Una cifra che, secondo il governo, potrebbe essere compensata dalla crescita economica e da altre misure di bilancio, mantenendo comunque la stabilità dei conti pubblici.

Misure temporanee e flessibili

Quanto alla durata, eventuali interventi avrebbero carattere temporaneo. Le esperienze precedenti sulle accise mostrano che le misure vengono adottate per periodi brevi, generalmente di due settimane, per poter essere aggiornate rapidamente in base all’andamento del mercato.

La linea dell’esecutivo resta quindi quella della prudenza: prepararsi a intervenire senza necessariamente doverlo fare, mantenendo al centro la tutela del potere d’acquisto e la stabilità economica.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display