Croazia-Italia. Tre decenni di amicizia e fruttuosi rapporti

Si celebra il 30º delle relazioni diplomatiche tra Zagabria e Roma. Mercoledì concerto alla sala Vatroslav Lisinki alla presenza di rappresentanti dei Ministeri degli Esteri

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Croazia-Italia. Tre decenni di amicizia e fruttuosi rapporti
Foto Roni Brmalj

In occasione del 30º delle relazioni diplomatiche tra Italia e Croazia, mercoledì, 16 novembre alla sala concerti Vatroslav Lisinki di Zagabria, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia in Croazia, si esibirà il tenore di fama internazionale che ha incantato il pubblico dei più celebri teatri del mondo, Vittorio Grigolo. Sul palco ci saranno anche l’Orchestra filarmonica di Zagabria diretta dal Maestro Ivo Lipanović e il soprano Darija Auguštan. In programma arie di Rossini, Donizetti, Verdi, Mascagni e Puccini. Nell’occasione sono attesi gli interventi dei rappresentanti della Farnesina e del Ministero croato degli Affari esteri ed europei.

La missione di Cossiga

Il 17 gennaio del 1992, a 48 ore dal riconoscimento della Croazia da parte dei Paesi dell’allora Comunità europea (l’odierna Unione europea), l’allora Presidente della Repubblica Italiana, Francesco Cossiga (Sassari, 26 luglio 1928 – Roma, 17 agosto 2010), fu il primo Capo di Stato straniero a giungere in visita ufficiale a Zagabria, per consegnare personalmente l’atto di riconoscimento segnando di fatto l’inizio dei rapporti diplomatici tra l’Italia e la Croazia. L’Italia è stata un punto di riferimento strategico per Zagabria nel suo cammino verso l’integrazione europea, parimenti a quanto accaduto per l’ingresso croato nella NATO. Nell’arco di questi 30 anni l’Italia e la Croazia hanno costruito relazioni bilaterali intense e articolate in campo politico, diplomatico, economico, culturale e umanitario, costantemente alimentate dalla condivisa adesione ai valori e al progetto europeo, rafforzata dai comuni vincoli d’alleanza e legami atlantici, e arricchita dal contributo prezioso offerto dalle rispettive minoranze nazionali. Questo importante anniversario cade in un periodo nel quale entrambi i Paesi hanno affrontato insieme emergenze nazionali (basti pensare ai terremoti di Zagabra e della Banovina, che hanno colpito la Croazia, con l’Italia che si è prontamente attivata per portare un segnale tangibile di solidarietà) e crisi internazionali che ne hanno ulteriormente rinsaldato il legame bilaterale, facendo esaltare quei valori di democrazia e solidarietà nei quali Roma e Zagabria si riconoscono.

Numerose sedi consolari

L’intensità dei rapporti diplomatici italo-croati si coglie con chiarezza già dal numero delle rappresentanze nei rispettivi Paesi. L’Italia può fare affidamento in Croazia – oltre che sull’Ambasciata di Zagabria – pure su un Consolato generale a Fiume, su tre Consolati onorari (Pola, Spalato e Ragusa/Dubrovnik), su un Viceconsolato onorario (Buie) e su quattro corrispondenze consolari (Zara, Lesina, Sebenico, e una congiunta per le Regioni di Požega e della Slavonia e di Osijek e della Baranja). Inoltre sia l’IIC-Istituto italiano di cultura che l’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane hanno un loro ufficio a Zagabria. A sua volta la rete diplomatico-consolare croata in Italia conta, oltre all’Ambasciata a Roma, due Consolati generali (Trieste e Milano) e sette Consolati (Bari, Napoli, Padova, Firenze, Bologna, Genova e Perugia, tutti retti da Consoli onorari). Allo scambio diplomatico s’aggiungono le qualificate collaborazioni avviate nell’ambito dell’Intesa centro-europea, dell’Iniziativa adriatico-ionica, della Quadrilaterale (Italia, Croazia, Slovenia e Ungheria), dell’EuroMed 9, del Comitato di Coordinamento dei Ministri Italia-Croazia, nonché gli incontri trilaterali che vedono coinvolti i ministri degli Affari esteri italiano e croato assieme al loro omologo sloveno…
Il ruolo delle minoranze
L’intensa rete di relazioni che lega Italia e Croazia, che condividono centinaia di chilometri di confine marittimo nell’Adriatico, si basa su profondi e consolidati legami storici e culturali, e vede coinvolte non solo le istituzioni dei due Stati, ma anche il settore economico privato, le istituzioni culturali, accademiche, scientifiche e i cittadini dei due Paesi. In Croazia è presente la Comunità Nazionale Italiana autoctona concentrata nei territori d’insediamento storico, che rappresenta una risorsa preziosa nel dialogo politico e culturale tra i due Paesi, oltre a mantenere vive la lingua e la cultura italiane. Anche in Italia, nel Molise e a Trieste, vi è una comunità croata storica. Nel 1996, nell’interesse della più idonea tutela delle minoranze, i due Paesi firmarono a Zagabria il Trattato bilaterale concernente i diritti delle medesime.
Alto valore simbolico
Le relazioni bilaterali sono particolarmente intense in ogni settore, a partire da quello economico, essendo l’Italia tradizionalmente uno dei maggiori partner commerciali della Croazia, nonché uno dei principali investitori. Sul piano politico, si è registrato un momento di alto valore simbolico il 13 luglio del 2010, quando l’allora Presidente italiano, Giorgio Napolitano, incontrò il suo omologo croato, Ivo Josipović, insieme al Presidente sloveno Danilo Türk, in occasione del “Concerto dell’Amicizia” tenutosi a Trieste, evento storico per la riconciliazione e il rilancio dei rapporti fra i tre Stati confinanti. Lo stato di eccellenza dei rapporti economici tra Roma e Zagabria è stato favorito negli anni dalla conclusione di una serie di accordi bilaterali tra Italia e Croazia, tra i quali la Convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia d’imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali con Protocollo Aggiuntivo (1999) e il Memorandum di Cooperazione bilaterale (2009). Pure i rapporti culturali tra Italia e Croazia sono regolati da un Accordo di collaborazione – firmato a Zagabria il 16 ottobre del 2008 ed entrato in vigore il 29 settembre del 2012 – che ne stabilisce i contenuti e le modalità con speciale riguardo alle attività educative e culturali per le rispettive minoranze, l’istruzione e la cooperazione universitaria, l’insegnamento della lingua e la diffusione della cultura, le borse di studio, il patrimonio artistico, la produzione cinematografica e radiotelevisiva.

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