Croazia-Italia. Il ruolo centrale di Trieste

L’Ambasciatore d’Italia a Zagabria, Pierfrancesco Sacco, ricevuto in Municipio dal sindaco Roberto Dipiazza

Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, consegna lo Stemma rossoalabardato del Comune all’Ambasciatore Pierfrancesco Sacco

Lungo e dettagliato incontro ieri in Municipio a Trieste, tra il sindaco Roberto Dipiazza e il nuovo Ambasciatore d’Italia a Zagabria Pierfrancesco Sacco, accolto dal primo cittadino nel tradizionale Salotto Azzurro. Al diplomatico, che ha assunto da inizio anno il suo nuovo incarico nella capitale croata e che è giunto a Trieste accompagnato dal Console generale d’Italia a Fiume, Davide Bradanini e dalla direttrice dell’Istituto per il Commercio con l’Estero (per la Croazia e la Bosnia ed Erzegovina), Margherita Lo Greco, per la sua prima “missione” di conoscenza e approfondimento della realtà della città giuliana, Dipiazza ha tracciato un ampio quadro della locale situazione geoeconomica e delle prospettive di sviluppo, incentrate sui principali “vantaggi competitivi” rappresentati dallo sviluppo dei traffici portuali – e qui Dipiazza ha sottolineato l’opportunità di una maggiore collaborazione funzionale strategica fra tutti i porti dell’Adriatico – e dal riuso della vasta area del Porto Vecchio. Non tralasciando di sottolineare all’Ambasciatore Sacco la grande importanza di quanto avvenuto lunedì scorso, con la storica visita dei due Presidenti d’Italia e Slovenia e il loro simbolico “abbraccio” sui luoghi delle tragiche vicende del ‘900, e non solo per una definitiva “ri- composizione” della memoria, ma anche per ancor più strettamente dialogare e collaborare nel futuro, in tutti i settori della vita civile, il sindaco Dipiazza ha rimarcato a Sacco l’opportunità di un più de- ciso incremento dei rapporti in tutti i campi anche con la vicina Croazia. “Con la quale già sussistono contatti e iniziative, specialmente culturali ed economiche, e tradizionali legami a cominciare da quelli con le località dell’Istria e della costa adriatica, ma si potrebbe fare molto di più, e Trieste in tal senso – ha detto Dipiazza – rappresenterebbe un ‘polo’ e un riferimento naturale”.

L’Ambasciatore non solo ha concordato ma ha sostenuto, con decisa convinzione, la necessità per l’Italia intera di mettere in campo quanto prima una forte iniziativa complessiva di irrobustimento dei rapporti con la Croazia, la quale, al di là del suo indiscutibile pieno e consolidato inserimento nella realtà europea e occidentale – a 25 anni ormai dal drammatico conflitto nell’ex Jugoslavia degli anni ’90 –, “potrebbe essere tuttavia interessata a un maggiore e più diretto e, in qualche modo, ‘privilegiato’ sistema di relazioni con l’Italia, e in quest’ottica proprio Trieste e il Friuli Venezia Giulia potrebbero ritrovare un ruolo peculiare”. “Un salto di qualità nei rapporti fra Italia e Croazia, in una visione più ‘mediterranea, potrebbe costituire – ha concluso l’Ambasciatore Sacco – una novità importante per l’interesse dell’Italia, in primo luogo a vantaggio di Trieste e di questa Regione. E a tal fine anche l’INCE (Iniziativa Centro Europea) di Trieste potrebbe svolgere un compito importante”.

Con l’intesa di approfondire ulteriormente e, dopo questa prima visita a Trieste, di avviarsi a operare in tale direzione, l’incontro si è concluso con la consegna, da parte di Dipiazza a Sacco, dello Stemma rossoalabardato del Comune e, da parte dell’Ambasciatore, con l’iscrizione nel Libro d’Oro degli Ospiti del Municipio di una frase di grande apprezzamento e auspicio: “Grato per la squisita, triestina accoglienza, auguro a questo Municipio, alla splendida Trieste e al Friuli Venezia Giulia di sviluppare sempre meglio il ruolo di straordinario ponte di relazioni e amicizia con la Repubblica di Croazia”.

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