Croazia. Intesa con i medici: niente ritiro patente

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Croazia. Intesa con i medici: niente ritiro patente
Foto: Hrvoje Jelavic/PIXSELL

Il governo ha bloccato l’iter d’approvazione in seconda lettura delle modifiche della Legge sulla sicurezza nel traffico per quanto concerne gli oneri dei medici di famiglia. Ad annunciarlo è stato oggi il primo ministro Andrej Plenković. “L’ho fatto perché mi sono reso conto che esistono determinati dubbi, determinati problemi e un determinato carico di responsabilità. Ho chiesto al ministro degli Affari interni, Davor Božinović di rivedere l’articolo in oggetto”, ha detto il capo dell’Esecutivo rispondendo alle domande dei giornalisti al termine del Consiglio per la Slavonia, la Baranja e lo Srijem.
Plenković ha aggiunto che il vicepremier Božinović si è seduto attorno a un tavolo con i rappresentanti dei medici e che insieme hanno trovato una formulazione accettabile per tutti. “Domani (oggi per chi legge) il governo proporrà un emendamento e poi la Legge sarà approvata; nessuno s’irriterà per non poter mettersi al volante di un’automobile, ma al contempo sapremo se una persona ha ottenuto la cosa più importante, ovvero il consiglio del medico di non mettersi alla guida se si è sottoposti a un trattamento terapeutico che può ridurre la concentrazioni e le abilità”, ha rilevato il capo del governo. Il presidente del Coordinamento della medicina di famiglia (KoHOM), Nataša Ban Toskić, ha confermato le parole del premier, ovvero che è stata raggiunta un’intesa. Ha rilevato che ai pazienti temporaneamente inabili alla guida non sarà ritirata la patente. “Oggi il ministro Božinović ci ha invitati a una riunione di lavoro alla quale hanno partecipato pure i rappresentanti dell’Ordine dei medici. Siamo lieti che il dicastero degli Interni abbia dimostrato comprensione per le nostre argomentazioni, istanze tese in primo luogo a tutelare il principio di confidenzialità nel rapporto medico-paziente”, ha detto Nataša Ban Toskić
In base alla proposta originale i medici di famiglia avrebbero avuto l’obbligo di segnalare al Ministero degli Interni tutti i loro pazienti affetti da una diagnosi che li rendeva non idonei alla guida, con la possibilità che poi le autorità procedessero al ritiro della loro patente. Nel caso non avessero adempiuto a questa disposizione i medici avrebbero potuto essere considerati corresponsabili degli eventuali incidenti provocati dai loro pazienti. In seguito ai negoziati odierni è stato stabilito che i medici non sono tenuti a notificare alle autorità le generalità dei pazienti temporaneamente non idonei a mettersi al volante, ad esempio a causa di allergie o di attacchi di stress. Tuttavia, in casi del genere i medici di famiglia avranno l’obbligo d’informare i pazienti che non dovrebbero mettersi al volante.
Inabilità permanente alla guida
Permane per i medici di famiglia l’obbligo di notificare al Ministero degli Interni la documentazione delle patologie che potenzialmente potrebbero rendere permanentemente non idonei alla guida i loro pazienti. In questi casi sarà poi il Ministero a comunicare agli automobilisti in questione l’invito a sottoporsi (nell’arco di 14 giorni) a una perizia negli ambulatori di medicina del lavoro.

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