Croazia in Schengen: «È nell’interesse sloveno»

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Croazia in Schengen: «È nell’interesse sloveno»
Un valico di confine tra Croazia e Slovenia

L’ingresso della Croazia nello spazio Schengen è nell’interesse dei cittadini sloveni. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri croati Gordan Grlić Radman in un’intervista concessa all’emittente radiofonica nazionale. Il ministro ha sottolineato che nell’accordo di programma del nuovo governo di Lubiana sono contemplate molte cose positive che possono contribuire al miglioramento delle relazioni tra i due Paesi. In questo contesto ha espresso l’auspicio che Zagabria e Lubiana riusciranno a risolvere il contenzioso confinario per via bilaterale, senza che si arrivi al blocco dell’entrata della Croazia nella zona europea senza confini. Il fatto che il precedente governo sloveno abbia preso atto della realtà, che la Corte dell’Unione europea si sia dichiarata non competente in merito alla sentenza d’arbitrato sulla controversia confinaria e che nessuno nella comunità internazionale non insiste su questo punto, sono una dimostrazione che le nostre questioni bilaterali vanno risolte per via bilaterale, ha puntualizzato il ministro. Gordan Grlić Radman ha rilevato ancora che avrà colloqui con il nuovo capo della diplomazia slovena, Tanja Fajon, dopo la nomina del governo che sarà presieduto da Robert Golob. Anche il ministro degli Interni croato, Davor Božinović, ha ribadito che l’adesione della Croazia nello spazio Schengen è, dall’ottica della sicurezza, nell’interesse sia della Slovenia che dell’UE nel suo complesso.
Zone economiche esclusive
Quando si parla del contenzioso confinario croato-sloveno si pensa ovviamente alla frontiera marittima nel Golfo di Pirano. Sul fronte, invece, delle zone economiche esclusive a negoziare sono Croazia e Italia. Anche in questo ambito qualcosa si muove. Il governo di Zagabria, infatti, ha approvato la decisione sull’avvio del procedimento per la stipulazione dell’accordo tra Croazia e Italia sulla delimitazione delle zone economiche esclusive nell’Adriatico. Inoltre ha ottenuto luce verde la bozza di dichiarazione congiunta sulle risorse del Mare Adriatico. Quest’ultimo è un documento che tocca da vicino anche la Slovenia.

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