In Croazia, ben 215 comuni e città hanno deciso di aumentare l’importo dell’imposta sugli immobili, che ha sostituito la precedente tassa sulle seconde case. Solo 57 amministrazioni hanno optato per una riduzione. In alcuni casi, l’aumento può arrivare fino a quattro volte l’importo precedente (da 0,60 centesimi a 8 euro al metro quadrato), scatenando polemiche e l’annuncio di possibili ricorsi alla Corte costituzionale.
Prime notifiche e scadenze
Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Božidar Kutleša, ha chiarito a Rtl Danas alcuni aspetti del nuovo sistema fiscale: i primi bollettini di pagamento saranno inviati tra settembre e ottobre, mentre entro il 31 marzo, i cittadini dovranno comunicare la loro situazione all’Agenzia delle Entrate.
Secondo Kutleša, non ci sono molte incertezze, poiché le linee guida sono disponibili online, con una sezione di domande frequenti per agevolare i contribuenti. Chi già paga i contributi comunali e registra regolarmente i contratti di locazione non avrà obblighi aggiuntivi.
Controlli incrociati e verifiche
Le autorità utilizzeranno dati sui consumi di acqua ed elettricità per identificare eventuali dichiarazioni false. Il nuovo sistema permetterà di verificare chi vive stabilmente in un immobile e chi, invece, lo utilizza solo saltuariamente e deve quindi pagare l’imposta.
Per chi non denuncia correttamente la propria situazione, le sanzioni variano da 1.000 a 6.360 euro. Tuttavia, Kutleša spera che le multe siano minime, confidando nella correttezza dei cittadini.
Equità fiscale: croati e stranieri pagano lo stesso
L’associazione “Salviamo i piccoli affittacamere familiari” ha sollevato dubbi sulla parità di trattamento tra cittadini croati e stranieri. Tuttavia, Kutleša ha sottolineato che, essendo la Croazia membro dell’Unione europea, non è possibile applicare imposte diverse in base alla nazionalità, poiché sarebbe incostituzionale.
Cosa succede con le case inabitabili?
Gli immobili senza tetto, acqua o elettricità non sono soggetti all’imposta. Tuttavia, se una casa ha questi servizi ma è in condizioni precarie, il proprietario può presentare prove per richiedere l’esenzione.
Affitti e seconde case: chi deve pagare?
Le regole variano a seconda della destinazione d’uso dell’immobile:
• Chi affitta a lungo termine non paga l’imposta.
• Chi affitta a turisti (affitti brevi) dovrà invece versarla.
• Gli host che vivono nella stessa proprietà con più appartamenti affittati sono esenti.
• Chi possiede due appartamenti nella stessa palazzina, vivendone in uno e affittando l’altro, sarà soggetto all’imposta.
Questo ha sollevato perplessità, in quanto sembra favorire gli host con più unità abitative rispetto a chi affitta un solo appartamento. Le autorità hanno dichiarato che il tema sarà oggetto di ulteriori discussioni con i ministeri del Turismo e dell’Edilizia.
Impatto economico e ritorni fiscali
Il nuovo tributo non ha l’obiettivo di finanziare lo Stato centrale, ma di fornire risorse a comuni e province. Le previsioni indicano un gettito di circa 200-205 milioni di euro.
Le prime bollette dell’imposta sugli immobili arriveranno a settembre, avviando una nuova era fiscale che sta già facendo discutere.
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