Croazia immobili, gli stranieri fanno correre i prezzi

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Croazia immobili, gli stranieri fanno correre i prezzi
Foto Željko Jerneić

Il prezzo degli immobili in Croazia è cresciuto dell’11 per cento rispetto a un anno fa. Lo si evince dal rapporto della Banca centrale croata (HNB) sull’andamento del mercato immobiliare che negli ultimi mesi ha visto i prezzi impennarsi a livelli mai visti primi e che, secondo gli analisti, rischia di trasformarsi in una bolla pronta ad esplodere. In base ai contratti di compravendita in possesso dell’Amministrazione fiscale si evince che la crescita ha superato del 12 per cento quella record registrata nel 2008.
Nella sua analisi l’HNB sottolinea che nel 2021 è stato registrato un aumento degli immobili venduti del 9 per cento rispetto a due anni prima (nel 2020 anche questo settore ha subito una brusca frenata a causa della pandemia di Covid-19), ossia sono state vendute 45mila case o appartamenti. Il 10 per cento circa delle chiavi è finito in mano straniera, che hanno puntato soprattutto sugli immobili lungo la costa. La maggior parte è stata acquistata in Istria, dove su 100 immobili venduti 42 sono finiti a cittadini stranieri. Seguono la Regione litoraneo-montana (30), quella di Zara (29), della Lika e di Segna (23), la Regione di Sebenico e Knin (21), mentre nella Contea di Spalato e della Dalmazia su 100 immobili venduti 19 sono stati acquistati da stranieri. La Banca centrale croata, in questo senso, sottolinea che la quota degli stranieri che ha deciso di trovare il “buen ritiro” in Croazia “è notevolmente aumentato rispetto al periodo pre-pandemia, facendo così schizzare i prezzi”. Però, l’interesse potrebbe scemare, ammoniscono dall’HNB, con l’aumento dei tassi d’interesse annunciato non solo in Croazia, ma in tutta l’Unione europea. Inoltre, sul mercato si trovano sempre immobili, poiché si costruisce sempre meno anche a causa del caro-prezzi: il costo del materiale edile soltanto nel 2021 è aumentato del 10 per cento, mentre nei primi mesi di quest’anno ha subito un’ulteriore impennata, conclude il rapporto della Banca centrale croata.

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