Croazia, il mercato del lavoro rallenta

Numeri stabili, ma il finale d’anno preoccupa

0
Croazia, il mercato del lavoro rallenta
Foto: Nikola Cutuk/PIXSELL

Alla fine del 2025 il mercato del lavoro croato mostra segnali contrastanti. Da un lato la flessione registrata negli ultimi mesi dell’anno, dall’altro un bilancio complessivo che, su base annua, resta leggermente positivo. È quanto emerge dagli ultimi dati diffusi dall’Istituto nazionale di statistica (DZS), che fotografano una fase di rallentamento dopo un periodo di crescita moderata.

Meno occupati a fine anno

Nel mese di dicembre 2025 in Croazia risultavano occupate 1.717.302 persone, circa 18mila in meno rispetto a novembre. Il calo, pari all’1 per cento, si riflette anche nel confronto con lo stesso mese dell’anno precedente. Complessivamente, alla fine dell’anno gli occupati erano 1,71 milioni, con una diminuzione mensile e annua dello stesso ordine di grandezza.

Il dato di fine anno non cancella però del tutto il segno più del 2025. Nel confronto tra l’intero 2025 e il 2024, il numero totale degli occupati è cresciuto dello 0,7 per cento, mentre l’occupazione nelle persone giuridiche ha registrato un aumento più contenuto, pari allo 0,4 per cento.

Il peso delle persone giuridiche

La maggior parte degli occupati continua a essere impiegata nelle persone giuridiche. A dicembre erano 1.487.287, con una riduzione di oltre 15 mila unità rispetto al mese precedente. Su base annua il calo è ancora più marcato, pari all’1,4 per cento.
Secondo i dati basati sulle registrazioni dell’Istituto croato per l’assicurazione pensionistica, anche l’occupazione negli artigiani e nelle libere professioni ha subito una contrazione nel mese di dicembre. Gli addetti erano 212.126, circa 2.300 in meno rispetto a novembre. Su base annua, tuttavia, questo segmento mostra una crescita dell’1,7 per cento, segno di una maggiore resilienza rispetto ad altri comparti.

In calo anche il numero degli agricoltori assicurati, sceso a 17.889 persone. La diminuzione è stata dello 0,4 per cento su base mensile e dello 0,7 per cento su base annua.

I settori più colpiti

La statistica più dettagliata rivela che, su 19 settori monitorati dal DZS, ben 17 hanno registrato una diminuzione degli occupati rispetto a novembre. Il calo più evidente riguarda il comparto dell’alloggio e della ristorazione, cioè turismo e ospitalità, con una flessione del 4 per cento e un totale di 98.833 addetti. Un dato che riflette la forte stagionalità del settore.

Riduzioni superiori all’1 per cento si osservano anche nelle attività professionali, scientifiche e tecniche, scese a 71.851 occupati, e nei servizi amministrativi e di supporto, con 60.103 addetti. In flessione anche agricoltura, silvicoltura e pesca, così come l’edilizia, che a fine anno impiegava 127.656 persone.

Segno meno anche per l’industria manifatturiera, con 224.121 addetti e un calo dell’1,2 per cento nel solo mese di dicembre. Nel settore minerario e dell’estrazione il numero di occupati è sceso a 3.804.

Pochi settori in crescita

Solo due comparti hanno chiuso dicembre con più occupati rispetto a novembre. Il maggiore incremento, seppur modesto, si registra nella sanità e nell’assistenza sociale, con un aumento dello 0,2 per cento e quasi 115 mila addetti. Seguono informazione e comunicazione, in crescita dello 0,1 per cento, con 60.333 occupati.

Guardando all’intero anno, il quadro cambia. Il calo più forte si osserva nell’industria manifatturiera, che perde oltre il 5 per cento degli addetti, seguita dalle attività professionali, scientifiche e tecniche e dall’agricoltura. In controtendenza il settore minerario, che cresce del 2,8 per cento, e l’istruzione, con un aumento dell’1,5 per cento e oltre 133mila occupati.

Il commercio, uno dei pilastri dell’occupazione, contava a fine dicembre 227.034 addetti, con una flessione dello 0,8 per cento sia su base mensile sia annua.

Disoccupazione in lieve aumento mensile

Sul fronte della disoccupazione, i dati dell’Istituto croato per l’impiego indicano che a fine dicembre 2025 le persone registrate come disoccupate erano 82.625. Il numero è aumentato di circa 1.500 unità rispetto a novembre, pari a un incremento dell’1,9 per cento, ma resta nettamente inferiore rispetto a un anno prima, con un calo del 9,8 per cento su base annua.

Il tasso di disoccupazione registrata a dicembre si è attestato al 4,6 per cento, in leggero aumento rispetto al 4,5 per cento di novembre. Un dato che conferma una situazione complessivamente stabile, ma con segnali di raffreddamento nella parte finale dell’anno.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display