Croazia, il bivio del turismo: tra inflazione e competitività, serve un reset dei prezzi

l ministro Tonči Glavina, traccia un bilancio degli interventi fiscali

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Croazia, il bivio del turismo: tra inflazione e competitività, serve un reset dei prezzi
Foto: Grgo Jelavic/PIXSELL

In un recente intervento ai microfoni delle rete televisiva croata RTL, il Ministro del Turismo Tonči Glavina ha analizzato gli effetti delle recenti riforme legislative e fiscali che hanno portato a una contrazione dell’offerta ricettiva. Con circa diecimila posti letto in meno sul mercato, il Ministro ha rivendicato con forza la bontà della strategia governativa.

Il cambio di rotta: dall’ospitalità breve alla residenzialità

“Questi risultati sono il frutto diretto di una riforma organica – ha spiegato Glavina -. L’obiettivo delle nostre politiche turistiche, urbanistiche e fiscali è chiaro: ottimizzare l’occupazione delle strutture esistenti, arginare la proliferazione incontrollata di nuovi posti letto e favorire la qualità della vita dei residenti. Vogliamo più abitazioni destinate agli affitti a lungo termine e destinazioni turistiche realmente sostenibili”.

I dati sembrano dare ragione alla linea del governo: per la prima volta dal 2018, i locatori privati registrano un incremento del tasso di occupazione. Parallelamente, si osserva una crescita del 14% dei contribuenti che hanno scelto la locazione residenziale, con oltre 3.600 proprietari che hanno abbandonato, parzialmente o totalmente, il modello dell’affitto breve.

Il nodo fiscale e il mercato immobiliare

In merito all’aumento della pressione fiscale per gli affittuari, il Ministro ha sottolineato come l’intervento sia stato necessario per evitare che un turismo “lasciato a se stesso” potesse danneggiare irreparabilmente il territorio. Pur ribadendo che la decisione finale sulle aliquote forfettarie spetta ai comuni (entro i limiti minimi e massimi fissati dallo Stato), Glavina ha evidenziato segnali positivi anche sul fronte immobiliare. “Sebbene i listini non siano ancora calati, si registra una contrazione delle vendite del 30% nelle regioni adriatiche. Questo calo dei volumi potrebbe finalmente innescare una stabilizzazione o una riduzione dei prezzi, specialmente per gli immobili meno recenti”.

L’allarme prezzi per la nuova stagione

Il futuro del settore rimane tuttavia legato alla competitività economica. Secondo il Ministro, la nuova stagione dipenderà drasticamente dalla capacità di contenere i costi. “Le ricerche indicano che i turisti viaggeranno e spenderanno meno. La scelta tra Croazia, Spagna o Italia sarà razionale e dettata dal portafoglio”.

Glavina non punta il dito solo contro i locatori, ma contro l’intera filiera: “Il problema non è solo l’alloggio, che tiene bene, ma l’iperinflazione che ha colpito commercio, ristorazione e trasporti. È necessario un reset collettivo. Se non stabilizzeremo i prezzi, ne pagheremo le conseguenze già quest’anno”.

Infine, una nota personale: alla domanda se avesse aumentato i prezzi della sua villa a Klis, il Ministro ha risposto con un secco “No”, dicendosi soddisfatto della stagione trascorsa.

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