Croazia. I forti ribassi degli affitti ridanno fiato al turismo

Industria dell’ospitalità. Luglio è ai livelli del 2019. Gli affittacamere privati sono corsi ai ripari dopo i rincari esorbitanti di inizio stagione

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Croazia. I forti ribassi degli affitti ridanno fiato al turismo
Turisti all’ombra degli antichi palazzi ragusei. Photo: Grgo Jelavic/PIXSELL

Se all’inizio di luglio vi erano delle avvisaglie su una possibile crisi del turismo croato, dovuta in primo luogo al caroprezzi, la parte finale del mese ha spazzato via tutti i timori. I dati sono incoraggianti: nei primi sette mesi dell’anno si registra un aumento dell’11 per cento dei flussi turistici rispetto all’anno scorso. In pratica a luglio le presenze sono state ai livelli del 2019, l’anno record dell’industria dell’ospitalità croata.
Code infinite ai caselli
Che tutto fili per il meglio lo dimostrano anche le code infinite ai caselli autostradali con un aumento del traffico sulle autostrade dal 7 al 9 p.c. rispetto a un anno fa. Per non parlare dell’incremento dei proventi derivante dai pedaggi che si aggira dal 6 all’8 p.c. Come ormai tradizione, a essere presi d’assalto dai vacanzieri sono soprattutto i caselli di Lučko, all’ingresso nell’autostrada che porta in direzione dell’Istria e della Dalmazia. In pratica a luglio sono transitati 50mila veicoli in più rispetto allo scorso anno. Per migliorare la fluidità del traffico si fa molto affidamento sul nuovo sistema di pagamento elettronico dei pedaggi, che però non scatterà così presto. Sono prevenute dieci offerte al concorso internazionale, che ora sono al vaglio degli esperti. Ci vorranno però ben 18 mesi per implementare il nuovo sistema dal momento della firma del contratto, che però non è ancora all’orizzonte.
Aeroporti intasati
A essere intasati sono anche gli aeroporti, soprattutto quelli lungo la costa. Così attraverso lo scalo aereo di Ragusa (Dubrovnik) dovrebbero passare nell’arco di due giorni oltre 34mila passeggeri. L’aeroporto raguseo è collegato durante la stagione turistica con una settantina di destinazioni europee e mondiali e vi fanno scalo i velivoli di una cinquantina di compagnie aeree. Una decina di giorni fa è stato registrato così il milionesimo viaggiatore quest’anno. Nell’insieme il volume di traffico dovrebbe essere superiore del 10 p.c. rispetto allo scorso anno. L’aeroporto di Spalato registra pure risultati lusinghieri con una media tra i 20 e i 28mila passeggeri al giorno. Pure lo scalo traghetti spalatino è preso d’assalto dai vacanzieri, con linee straordinarie in particolare verso San Pietro della Brazza (Supetar).
Prenotazioni in ripresa
A ridare fiato all’industria dell’ospitalità dell’Adriatico orientale, che all’inizio di luglio sembrava stesse segnando il passo viste le scarse prenotazioni, sono stati gli sconti. A ribassare i prezzi, a volte addirittura del 60 p.c., sono stati soprattutto gli affittacamere privati, che a inizio stagione li avevano gonfiati eccessivamente, con rialzi a volte del 40 o del 50 p.c. rispetto allo scorso anno. La riduzione dei prezzi ha avuto l’effetto di far risalire rapidamente il numero delle prenotazioni. Ora ad esempio, sottolineano gli esperti del settore, è possibile trovare un appartamento per quattro persone nel centro di Brazza (Brač) a un costo di 100 euro la notte, mentre l’anno scorso l’affitto di un alloggio del genere esigeva un esborso di 250 euro. La differenza sta nel fatto che nel 2022, complice la pandemia, Grecia e Spagna ad esempio erano quasi off limits per i vacanzieri, mentre ora sono tornate alla grande sul mercato turistico. Anche nel caso delle ville con piscina in Istria e Dalmazia, i titolari che all’inizio dell’anno avevano gonfiato i prezzi, hanno fatto marcia indietro riportandoli ai livelli di un anno fa.
La sfida della qualità
Ma il problema, avvertono gli operatori turistici, non sta soltanto negli alloggi: anche i listini nei ristoranti e nei negozi sono lievitati parecchio e ora in Istria, ma anche nel resto della costa orientale dell’Adriatico sono al livello spesso di Italia e Spagna. Il nocciolo della questione è che finora il turismo croato era percepito dall’ospite straniero, soprattutto tedesco, come a buon prezzo, mentre ora le cose stanno cambiando e si deve lottare per ogni turista, giocando la carta dell’offerta di qualità.

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