Croazia: i consumi volano

Due persone all'uscita da un negozio di abbigliamento a Pola. Foto Roni Brmalj

ZAGABRIA | I consumi volano in Croazia. La pandemia sembra non fare più paura e i cittadini croati sembrano spronati a spendere di più. Lo confermano i dati dell’Istituto nazionale di statistica (DZS), in base ai quali lo scorso mese di marzo è stato registrato il balzo più grande da quando esistono le rivelazioni di questo genere.
Comunque non è tutto rose e fiori, come dimostra il fatto che rispetto al mese di febbraio 2021, i consumi fanno segnare un -2,4 per cento. Però, se il dato viene confrontato con marzo 2020, che era il primo mese del lockdown in Croazia, si è verificato un aumento di oltre 14 punti percentuali (14,3 p.c.). Nel suo bollettino mensile, l’Istituto sottolinea che si tratta del secondo mese consecutivo in cui i consumi sono maggiorati, dopo che a causa della pandemia di Covid hanno subito una flessione che è durata undici mesi. E il balzo di oltre il 14 per cento è il più grande dal 2006, ossia da quando il DZS effettua questo tipo d’analisi.
Contemporaneamente buone notizie arrivano dalla produzione industriale, che è aumentata lo scorso mese di marzo. “In armonia con le aspettative, la forte crescita dei tassi annui registrati in entrambi gli indici, dimostra che la Croazia è saldamente entrata sulla via della ripresa”, spiegano gli analisti della Raiffeisen bank, commentando i dati dell’Istituto nazionale di statistica.
Nel mese di marzo 2021 il traffico nel commercio al dettaglio di alimenti, bevande e prodotti del tabacco è diminuito del 5 per cento, mentre quello del commercio di prodotti non alimentari (ad eccezione dei carburanti e degli oli lubrificanti) ha registrato un’impennata del 33,6 per cento a livello annuo. Inoltre, nei primi tre mesi di quest’anno, il traffico nel commercio al dettaglio è aumentato del 6 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. “Si tratta di dati che incoraggiano e che dimostrano una forte ripresa dell’economia croata, nonostante l’alto livello d’incertezza dovuto alla pandemia. Però, bisogna sottolineare che tutti gli indici sono al di sotto dei livelli che venivano registrati prima dell’esplosione della crisi dovuta a al virus Sars-Cov-2”, concludono gli analisti della Raiffeisen bank.

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