Più tutele per i consumatori, controlli più severi sulla solvibilità dei cittadini e nuove regole per contrastare il rischio di sovraindebitamento. È questo l’obiettivo del nuovo disegno di legge croato sui crediti al consumo, discusso oggi, martedì 19 maggio, in Parlamento e accolto con ampio consenso trasversale, pur tra forti critiche sulle condizioni economiche che stanno spingendo sempre più famiglie verso l’indebitamento.
Il provvedimento, presentato dal Ministero delle Finanze, recepisce la direttiva europea CCD2 e introduce una riforma organica del sistema del credito al consumo, con norme più stringenti su pubblicità, trasparenza e valutazione della capacità di rimborso dei clienti.
Più controlli e trasparenza
A illustrare il testo ai deputati è stato il segretario di Stato alle Finanze Matej Bule, che ha parlato di un “rafforzamento significativo della protezione dei consumatori”. Il nuovo quadro normativo unifica infatti le precedenti leggi sul credito al consumo e sui mutui residenziali, con l’obiettivo dichiarato di aumentare la sicurezza finanziaria dei cittadini e ridurre il rischio di sovraindebitamento.
Tra le principali novità figura l’estensione delle norme anche a forme di finanziamento finora meno regolamentate, come i prestiti a tasso zero, i pagamenti rateali e i sistemi “compra ora, paga dopo”. Sparisce inoltre il tetto massimo di 132mila euro previsto per i crediti al consumo: le stesse regole di tutela varranno indipendentemente dall’importo del finanziamento.
Le banche e gli altri creditori saranno obbligati a effettuare verifiche più approfondite sulla situazione economica del cliente, valutando redditi, spese e condizioni finanziarie complessive prima di concedere un prestito.
Nel mirino anche i teleoperatori
Uno degli aspetti più rilevanti della riforma riguarda i teleoperatori, che in Croazia vendono frequentemente smartphone e dispositivi elettronici a rate. Anche queste operazioni saranno considerate a tutti gli effetti rapporti di credito e quindi sottoposte agli stessi obblighi di verifica della solvibilità previsti per banche e finanziarie.
Secondo il Ministero delle Finanze, circa il 18% dei cittadini bloccati per insolvenza avrebbe debiti proprio verso operatori telefonici. “Non è appropriato che si possano concludere accordi così costosi semplicemente mostrando una carta d’identità”, ha dichiarato Bule durante il dibattito parlamentare.
Le nuove norme entreranno in vigore il 20 novembre, lasciando alcuni mesi di tempo agli operatori per adeguarsi.
Diritto all’oblio e stop ai costi nascosti
La legge introduce anche il cosiddetto “diritto all’oblio” per gli ex malati oncologici. Dopo dieci anni dalla fine delle cure, le compagnie assicurative non potranno più utilizzare la precedente malattia come elemento discriminatorio nella stipula di polizze collegate ai contratti di credito.
Viene inoltre rafforzato il diritto del consumatore a recedere dal contratto di finanziamento nei casi in cui non siano state fornite tutte le informazioni obbligatorie. Il termine per esercitare il recesso potrà arrivare fino a dodici mesi e quattordici giorni dalla firma del contratto.
Prevista anche una stretta sulle commissioni: oltre al divieto di introdurre nuovi costi dopo la firma del contratto, sarà vietato aumentarli rispetto a quanto concordato inizialmente.
Nasce infine un sistema indipendente di consulenza sul debito, affidato principalmente alla Fina, l’agenzia finanziaria, con il coinvolgimento possibile di organizzazioni no profit. Il controllo e la concessione delle licenze saranno centralizzati sotto la supervisione della Banca centrale croata, mettendo fine all’attuale frammentazione dei controlli.
Il nodo del debito delle famiglie
Durante il dibattito parlamentare è emersa con forza la questione dell’aumento dell’indebitamento delle famiglie croate. Secondo Boris Lalovac dell’SDP, il debito dei cittadini è cresciuto di otto miliardi di euro in quattro anni, passando da 20 a 28 miliardi.
Per l’opposizione il problema non riguarda soltanto le regole del credito, ma anche il deterioramento delle condizioni economiche. Il deputato di Možemo!, Marin Živković, ha accusato il sistema di spingere inevitabilmente i cittadini verso il debito: “I salari restano bassi mentre il costo della vita e degli immobili continua a crescere. Sempre più persone ricorrono ai prestiti per coprire le spese quotidiane”.
Duro anche l’intervento del deputato di Most Marin Miletić, che ha attaccato frontalmente il governo: “Quale cittadino medio di trent’anni oggi può ottenere un mutuo e comprare un appartamento? Questo testo è inutile, mentre i cittadini vengono trascinati nella schiavitù del debito”.
Dal partito di governo HDZ è invece arrivata una difesa compatta della riforma. Il deputato Josip Ostrogović ha definito il disegno di legge “necessario e tempestivo”, sottolineando in particolare le nuove tutele informative, le restrizioni alla pubblicità aggressiva e il diritto all’oblio per gli ex pazienti oncologici, considerato “una misura dalla forte dimensione umana”.
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