Croazia. Elezioni suppletive il 5 ottobre

Il voto riguarderà i seggi appannaggio delle etnie rimasti vacanti dopo le Amministrative del maggio scorso. Si andrà alle urne a Fiume e in Istria

0
Croazia. Elezioni suppletive il 5 ottobre
Il premier Andrej Plenković alla prima seduta del Governo dopo la pausa estiva. Foto Patrik Macek/PIXSELL

Il Governo, nel corso della prima seduta dell’Esecutivo svoltasi dopo la pausa estiva, ha indetto le elezioni suppletive per i rappresentanti delle minoranze nazionali negli enti rappresentativi delle unità di autogoverno locale. Nello specifico per un rappresentante della minoranza nazionale italiana nel Consiglio cittadino di Fiume e per un rappresentante della minoranza nazionale bosniaca nel Consiglio municipale di Ston (Stagno).
Si tratta di due enti rappresentativi che sono stati costituiti in ritardo e non sono stati quindi inclusi in una precedente decisione del governo di indire elezioni suppletive che si terranno il 5 ottobre 2025 (domenica). La decisione dell’Esecutivo, che sarà pubblicata sulle Narodne novine (Gazzetta ufficiale), entrerà in vigore il 22 agosto 2025.
In precedenza il Governo aveva indetto sempre per il 5 ottobre il voto suppletivo per 75 unità dell’autogoverno locale. Andranno eletti i consiglieri etnici mancanti in 8 Assemblee regionali, in 16 Consigli cittadini e in 51 Consigli comunali.

Risultati turistici
Dall’inizio dell’anno fino al 20 agosto in Croazia sono stati registrati 15,5 milioni di arrivi turistici e 79,2 milioni di presenze, pari a un aumento dell’1% sia negli arrivi che nelle presenze rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, mentre i ricavi turistici sono cresciuti del 10,4%, ha dichiarato ieri, durante la riunione del Governo, il premier Andrej Plenković.
Secondo i dati dell’Ufficio imposte, nel periodo considerato sono stati fiscalizzati scontrini per un valore di 5 miliardi e 414 milioni di euro, cioè il 10,4% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ha aggiunto. Plenković ha richiamato l’attenzione anche sui dati ufficiali relativi a salari e occupazione. Le statistiche più recenti dell’Istituto nazionale di statistica mostrano che lo stipendio netto medio per il mese di giugno è stato di 1.444 euro, con un aumento annuo del 9,8% in termini nominali e del 5,9% in termini reali. Lo stipendio netto mediano per giugno è stato di 1.233 euro, con un incremento dell’11,5% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.

«Non confondere i cittadini»
Il premier Andrej Plenković ha nuovamente respinto l’ipotesi che la Croazia invierà soldati in Ucraina o che ciò sia richiesto al Paese, invitando coloro che diffondono questa “disinformazione” a smettere di “confondere i cittadini croati”.
Durante la riunione del governo, Plenković ha ribadito di voler “smentire tutte le speculazioni infondate diffuse sull’invio di soldati croati in Ucraina”. “Non è mai stato preso in considerazione né ci viene richiesto”, ha dichiarato il premier. A coloro che “portano avanti questa campagna di disinformazione”, guidati dal presidente Zoran Milanović, ha chiesto di “occuparsi dei fatti e della verità, e non di tesi inventate che invadono ingiustificatamente lo spazio politico croato, attirando l’attenzione pubblica e di fatto confondendo i cittadini”.
Parlando dei recenti incontri internazionali sul tema della pace in Ucraina, Plenković ha sottolineato che i nuovi bombardamenti russi sulle città ucraine dimostrano come “la Russia non ponga fine all’aggressione nonostante gli sforzi di pace ai massimi livelli”. “La sicurezza dell’Ucraina non è solo una questione di libertà per l’Ucraina, ma anche un tema di sicurezza fondamentale per l’Europa e per il mondo intero”, ha rimarcato.

Respinte le accuse di revisionismo
Plenković ha definito “del tutto infondate” le accuse di crescita del revisionismo storico e dell’ideologia ustascia nella società croata, sostenendo che provengano da “una sinistra sconfitta in cerca di ragioni per esistere”. Commentando le polemiche sui due concerti del cantante Thompson, Plenković ha sottolineato che “non si tratta di revisionismo, ma di pura strumentalizzazione politica”. Ha ricordato che la polizia interviene contro l’uso improprio di simboli e saluti legati alla guerra patriottica, ma ha escluso ogni ipotesi di censura: “La canzone ‘Bojna Čavoglave’ è nata durante la guerra come inno dei combattenti, viene eseguita da 35 anni e continuerà a esserlo, nessuno la cambierà o sanzionerà”. Per il premier, anche le commemorazioni delle unità HOS rientrano nel rispetto dovuto a tutti i veterani integrati poi nell’Esercito croato, mentre “il resto è solo abuso politico, perfino in Parlamento”.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display