Croazia, ecco la strategia anti-immigrazione

Il governo di Zagabria adotta un piano in cinque punti: prevenire i flussi irregolari, migliorare l’integrazione, rafforzare il controllo dei confini e la cooperazione con i Paesi terzi

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Croazia, ecco la strategia anti-immigrazione
Foto: Igor Kralj/PIXSELL

La Croazia ha approvato il nuovo Piano per la gestione delle migrazioni e dell’asilo fino al 2030, un documento strategico che definisce cinque priorità nazionali: prevenire la migrazione irregolare, garantire un sistema d’asilo efficiente, favorire i canali legali di ingresso, promuovere l’integrazione dei rifugiati e rafforzare la cooperazione con i Paesi al di fuori dell’Unione europea.

Zagabria si trova, infatti, lungo una delle principali rotte migratorie verso l’Europa e rappresenta uno dei primi punti di accesso all’Unione. Secondo il piano, la gestione dei flussi deve essere “resiliente, umana ed efficace”, in grado di coniugare sicurezza nazionale e tutela dei diritti umani.

Le autorità croate evidenziano, come riporta l’agenzia Hina, come la migrazione irregolare sia un fenomeno complesso e multilivello, con un forte impatto sulla sicurezza. Le organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di esseri umani guadagnano tra 4,7 e 6 miliardi di euro l’anno, e dal 2016 a oggi le traversate illegali hanno provocato la morte di oltre 28.000 migranti.

I dati di Frontex mostrano che nel 2024 circa 239.000 persone sono entrate illegalmente nell’Ue, il 38% in meno rispetto all’anno precedente. La rotta balcanica occidentale ha registrato 21.520 passaggi, in calo del 78%.

Controllo dei confini e tecnologia digitale

Il piano sottolinea l’importanza di rafforzare il controllo delle frontiere esterne dell’Ue, in particolare verso Bosnia ed Erzegovina e Serbia. La Croazia ha già aumentato la presenza delle forze di polizia e delle risorse tecnologiche per la sorveglianza dei confini.

Uno dei punti centrali è l’utilizzo di strumenti digitali per contrastare la pubblicità online dei servizi di traffico di migranti e la vendita di documenti falsi, spesso pagati con criptovalute. L’obiettivo è anticipare le nuove modalità operative dei trafficanti grazie all’analisi dei dati e alla cooperazione internazionale.

L’operazione ZeBRa e la cooperazione con Europol

Zagabria è considerata un Paese leader nella lotta contro il traffico di esseri umani. Su iniziativa croata è nata la task force “ZeBRa”, acronimo di “ZapadnoBalkanska ruta” (rotta balcanica occidentale), coordinata con Slovenia e Bosnia ed Erzegovina, e con la partecipazione di Germania, Romania, Regno Unito e Francia.

L’operazione, sviluppata in collaborazione con Europol, consente uno scambio rapido di informazioni e l’analisi congiunta dei casi di traffico. “Questo modello di cooperazione permette un’azione più rapida e precisa contro i gruppi criminali transnazionali”, si legge nel piano.

Calano i flussi irregolari verso la Croazia

Nel 2023 la Croazia aveva registrato il picco di 69.726 ingressi illegali, con un aumento del 37% rispetto al 2022. Ma nel 2024 la tendenza si è invertita: 29.294 attraversamenti, il 58% in meno. Nei primi cinque mesi del 2025 il numero è sceso ulteriormente a 4.761.

Il calo è attribuito al rafforzamento dei controlli, in particolare lungo i confini terrestri con Bosnia ed Erzegovina e Serbia, dove vengono impiegati sistemi di rilevamento di ultima generazione. La polizia croata ha anche istituito una task force dedicata alle indagini sui reati legati al traffico di migranti.

Pressione ancora alta

Nonostante il calo, il Ministero dell’Interno avverte che la pressione sulle frontiere croate resta significativa. I migranti tentano l’ingresso principalmente a piedi, seguendo linee ferroviarie o strade secondarie, e in alcuni casi attraversano la Sava con piccoli natanti, guidati da applicazioni di navigazione sui telefoni cellulari.

Le autorità indicano il tratto centrale della frontiera con la Bosnia ed Erzegovina come il più esposto. L’obiettivo è mantenere un livello elevato di sorveglianza senza compromettere i diritti fondamentali delle persone coinvolte.

Il piano invita a rafforzare la cooperazione operativa tra Stati membri e agenzie europee, in particolare Frontex ed Europol. Si propone inoltre di coinvolgere maggiormente i Paesi di origine e di transito nei programmi europei per la sicurezza e la gestione dei flussi.

Zagabria sottolinea la necessità di un approccio comune e solidale: “Solo un’azione coordinata e coerente potrà garantire che la gestione delle migrazioni sia ordinata, legale e sostenibile”.

Con questa strategia, la Croazia punta a restare un punto di riferimento nella difesa delle frontiere esterne dell’Unione, ma anche a promuovere un sistema d’asilo equo e moderno, capace di rispondere alle sfide umanitarie e di sicurezza dei prossimi anni.

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