Croazia e Italia. ZEE: sarà realtà a gennaio

Il governo di Zagabria approva la delibera. Nulla cambia per i pescatori. Sabato il vertice trilaterale a Venezia

Foto: Dusko Marusic /PIXSELL

Il governo di Zagabria ha approvato alla sessione odierna la delibera sulla proclamazione della zona economica esclusiva nell’Adriatico. Il premier Andrej Plenković ha annunciato che il Sabor sarà chiamato a esprimersi sulla delibera alla seduta straordinaria in programma giovedì. Il ministro degli Affari esteri ed europei, Gordan Grlić Radman, ha dichiarato che i colloqui con gli omologhi sloveno e italiano sono stati positivi, per cui la Croazia e l’Italia proclameranno le rispettive zone economiche esclusive nel prossimo mese di gennaio, dopo l’incontro trilaterale dei capi delle diplomazie di Zagabria, Roma e Lubiana.
Gordan Grlić Radman ha puntualizzato che al vertice trilaterale che si terrà a Venezia si discuterà del rafforzamento della collaborazione reciproca nell’Adriatico, per gestire meglio le sue risorse e garantire la tutela dell’ecosistema.
Ottima collaborazione con gli italiani
Nel corso della sessione del governo, il ministro dell’Agricoltura, Marija Vučković, ha sottolineato che la zona economica esclusiva contribuirà a migliorare ulteriormente la già ottima collaborazione con gli italiani sulle questioni riguardanti le flotte pescherecce e la gestione delle risorse ittiche.
Libertà per tutti
Già in precedenza Gordan Grlić Radman aveva assicurato che la ZEE resterà uno spazio in cui tutti i Paesi “senza incidere sui diritti sovrani e la giurisdizione croata, potranno godere delle libertà e dei diritti sanciti dal diritto internazionale”. Sempre in precedenza il premier Andrej Plenković aveva evidenziato che la ZEE, rispetto all’attuale ZERP (zona ittico-ecologica protetta) proclamato nel 2003, porterà due nuovi diritti: la possibilità di costruire isole artificiali e di fruire dell’energia del mare, del vento e delle correnti.
L’opposizione in ordine sparso
L’opposizione al Sabor si è spaccata sul nodo della ZEE. Il leader socialdemocratico Peđa Grbin, ha dichiarato che i Socialdemocratici appoggeranno la proclamazione della zona economica esclusiva, sottolineando che nulla cambierà rispetto alla situazione attuale per quanto concerne la pesca. “La cosa importante è che la decisione sia stata armonizzata con i nostri partner dell’UE”, ha conciuso il leader dell’SDP.
Molto diversi i toni dal fronte della destra.
«Una decisione tardiva»
Il presidente del Movimento patriottico e vicepresidente del Sabor, Miroslav Škoro, ha espresso il timore che “la proclamazione tardiva” della ZEE non sia altro che una sorta di resa nei confronti di Bruxelles, “in quanto nulla di spettacolare accadrà. Se guardiamo la forza della flotta peschereccia italiana temo che non abbiamo alcuna possibilità di trarre dei vantaggi da questo”. Miroslav Škoro ha concluso rilevando che, essendo il sovranismo parte essenziale della sua linea politica, è sua convinzione che la ZEE andava proclamata già da tempo e non appena adesso: “Mi sembra che Plenković abbia ceduto di fronte alle pressioni di Bruxelles e davanti al fatto che l’Italia abbia deciso di proclamare la ZEE, per cui noi abbiamo deciso di fare la stessa cosa”.
I Sovranisti: «Chiedere più tutela»
Ma a fare la voce grossa è stato soprattutto Hrvoje Zekanović, dei Sovranisti croati, il quale ha sostenuto che la questione di fondo non è la proclamazione della ZEE, con la quale nulla cambia, ma il fatto che questo apre la strada alla possibilità di chiedere alla Commissione europea la piena protezione della zona economica esclusiva. Ebbene Zekanović si è detto convinto che il governo non chiederà tale tutela, per cui la Croazia “sarà sempre meno sovrana”.
Alla sessione del Sabor probabilmente tutti saranno d’accordo sulla proclamazione della ZEE, ma con sfumature diverse. Mentre dalle file della maggioranza di centrodestra e dell’opposizione moderata di centrosinistra dovrebbero esserci toni pacati, è possibile attendersi più emotività tra gli schieramenti che si richiamano al sovranismo o che presentano punte di euroscetticismo.
Mosse concertate con i vicini
Ma nell’insieme rispetto al 2003 e agli anni a cavallo della proclamazione della ZERP ora l’impatto emotivo derivante dall’estensione della giurisdizione croata nell’Adriatico è molto più contenuto.
Le forze politiche che vanno per la maggiore sono perfettamente consapevoli che è meglio evitare atti unilaterali e che la cosa migliore da farsi è concertare ogni mossa con i Paesi vicini, senza escludere nessuno a priori. Alla fine a vincere, dopo i tiremmolla del passato, è la collaborazione.

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