Croazia e Italia insieme per salvare il Mare Adriatico

“Gli interessi economici nell’area dell’Adriatico sono estremamente connessi con la salvaguardia del mare e della biodiversità”: è questa la conclusione della conferenza Soluzioni innovative per lo sviluppo sostenibile del Mare Adriatico, svoltasi a Zara, nel corso della quale sono stati presentati i progetti per la tutela dell’Adriatico InnovaMare e SUSHI DROP.
L’InnovaMare ha come obiettivo quello di collegare il settore privato con quello della ricerca e con tutti i pubblici uffici che si occupano di ecologia e di innovazioni in un ambiente marino, mettendo così a disposizione di tutti le più avanzate tecnologie di robotica sottomarina, con sensori in grado di monitorare la situazione sui fondali e in mare aperto. In modo particolare si vorrebbe rilevare in modo immediato qualunque contaminazione del mare, con i materiali tossici nocivi che verrebbero così rimossi prima che possano causare danni ecologici di grande portata.
Per ottenere questo obiettivo nel corso della conferenza è stata annunciata la fondazione di un Centro d’eccellenza in robotica sottomarina a Sebenico. Il suo obiettivo primario sarà la salvaguardia dell’Adriatico a lungo termine, come spiegato dal vicepresidente per l’industria e lo sviluppo sostenibile della Camera d’economia croata Tomislav Radoš. Al progetto partecipano 14 partner fra Italia e Croazia, per un valore totale di 5,6 miliardi di euro, derivati dal programma Interreg Croazia – Italia dell’Unione europea.
Radoš ha spiegato come salvaguardare il mare sia assolutamente indispensabile, non soltanto per motivi ecologici e ambientali, ma anche per motivi economici, in quanto in questa zona moltissime attività imprenditoriali sono legate allo stato di salute del mare.
“Oggigiorno soltanto il 6 per cento dell’Adriatico è protetto in maniera seria. Dobbiamo aumentare di cinque o sei volte questa percentuale, soltanto così potremo raggiungere gli obiettivi prefissati nella Strategia di biodiversità per il 2030”, ha spiegato Radoš, il quale ha ricordato pure a tutti come in materia di salvaguardia della biodiversità ci sia da fare del lavoro anche sulla terraferma.
Il presidente della Regione di Zara, Božidar Longin, è intervenuto per lodare il ruolo dell’Italia, che sta contribuendo in maniera fondamentale alla salvaguardia dell’Adriatico. “Per noi che viviamo sul mare e spesso anche di mare, con tante attività che sono legate alla pesca o al turismo nautico, la salvaguardia dell’Adriatico è di importanza vitale. Grazie a questo progetto anche i nostri discendenti potranno vivere grazie al mare, così come hanno vissuto i nostri nonni prima di noi”, ha affermato Longin.
Durante la conferenza si è parlato anche della piattaforma Blue Invest, presentata per l’occasione da Iain Shepherd, consigliere della Commissione europea in materia di marineria e pesca. “Questo progetto permette alle piccole imprese di trovare il modo migliore per realizzare i loro progetti legati al mare, rafforzando così l’economia delle regioni costiere. L’economia blu darà un grande contributo al piano verde dell’Europa”, ha affermato Shepherd.
Al momento in Croazia in questo settore lavorano circa 170mila persone, che generano 3,6 miliardi di euro lordi. A livello dell’Unione europea, invece, si parla di qualcosa come 218 miliardi di euro lordi di valore aggiunto, con il traffico generato dal commercio di quanto si produce nell’ambito dell’economia blu che raggiunge i 750 miliardi di euro.
Tornando al progetto del Centro d’eccellenza di Sebenico, il contratto è stato firmato in modo simbolico nel corso della conferenza stessa, con il presidente della Regione di Sebenico e Knin, Goran Pauk, che è intervenuto per sottolineare come questo progetto velocizzerà lo sviluppo tecnologico e quindi di conseguenza anche quello economico. Fra gli altri firmatari anche la Facoltà di elettrotecnica e ingegneria informatica dell’Università di Zagabria, l’Istituto Ruđer Bošković, e la Camera d’Economia della Croazia.
Il progetto SUSHI DROP, acronimo di SUstainable fiSHeries wIth DROnes data Processing, ossia pesca sostenibile con analisi dei dati per il tramite dei droni, si occupa invece di sviluppare dei droni in grado d’immergersi per andare poi ad analizzare le situazioni sottomarine di vari ecosistemi, senza però arrecare danno durante i processi di raccolta dati. Si pronostica che grazie a questa nuova tecnologia sarà possibile conoscere meglio lo stato di salute dei fondali, ma anche delle varie popolazioni di pesce.

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