Il governo croato interviene ancora una volta sul fronte dei carburanti, cercando di contenere l’impatto dei rincari su cittadini e imprese. Con una decisione adottata nel corso di una riunione telefonica, l’esecutivo ha approvato oggi, lunedì 4 maggio, una nuova ordinanza che ridefinisce i prezzi massimi dei derivati del petrolio, confermando una linea già seguita negli ultimi anni: calmierare il mercato attraverso un sistema di limiti e riduzioni fiscali.
Al centro del provvedimento c’è la scelta dello Stato di rinunciare a una parte delle accise sulla benzina, entrate che normalmente confluiscono nel bilancio pubblico. Una misura che si aggiunge alla precedente riduzione già applicata sul diesel e che punta a evitare aumenti più marcati alla pompa.
Secondo quanto stabilito, i nuovi prezzi massimi al dettaglio vengono calcolati sulla base della media delle quotazioni internazionali delle ultime due settimane, con margini commerciali limitati. Un sistema che cerca di bilanciare le oscillazioni del mercato globale con la necessità di offrire una certa stabilità interna.
Nel dettaglio, il prezzo della benzina resta fermo a 1,64 euro al litro, mentre il diesel scende a 1,72 euro, con una riduzione di 6 centesimi. Calo più marcato per il cosiddetto “diesel blu”, destinato principalmente al settore agricolo, che si attesta a 1,22 euro al litro.
Riduzioni significative riguardano anche il gas di petrolio liquefatto (GPL): 1,58 euro al chilogrammo per i serbatoi e 2,16 euro per le bombole, con una diminuzione di 18 centesimi in entrambi i casi.
L’ordinanza entrerà in vigore immediatamente dopo la pubblicazione, ossia domani 5 maggio, e resterà valida per un periodo di due settimane, al termine del quale sarà nuovamente rivista in base all’andamento dei mercati.
Il ruolo dello Stato nel contenere i rincari
Dal governo sottolineano come l’intervento sia stato necessario per evitare un ulteriore aggravio dei costi. Senza queste misure, spiegano, i prezzi sarebbero stati sensibilmente più elevati: la benzina avrebbe raggiunto 1,79 euro al litro, il diesel 1,93 euro e il diesel blu 1,29 euro.
Ancora più evidente la differenza sul GPL, che senza interventi avrebbe toccato 1,73 euro al chilogrammo per i serbatoi e 2,44 euro per le bombole. Numeri che danno la misura dell’impatto delle decisioni pubbliche su un settore particolarmente esposto alle dinamiche internazionali.
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