Croazia, cresce il contagio. «Bella la neve, ma tutti a casa»

Il ministro della Salute, Vili Beroš. Foto PIXSELL

Sono 46 i nuovi casi di coronavirus. Il numero complessivo della persone contagiate in Croazia è di 361. Sei di queste sono in gravi condizioni e attaccate al respiratore, ma il ministro della Salute confida nel fatto che possono essere guarite in breve tempo. Secondo Vili Beroš, la maggior parte dei cittadini che hanno contratto il Covid-19 è di età media, anche se ci sono diversi anziani. Va segnalato che a stamattina martedì 24 marzo, in Istria si registrano 34 casi, mentre nella Regione litoraneo-montana 28.
Divieto di transito da città a città e situazione meteo
“Le condizioni meteo non ci aiutano. Invito tutti i genitori a non far uscire i bambini di casa per giocare con la neve – ha dichiarato il ministro dell’Interno, Davor Božinović -. Tutti coloro che saranno sorpresi fuori, verranno mandati a casa dalla polizia o dalla Protezione civille”. In questo senso Krunoslav Capak, direttore dell’Istituto per la salute pubblica, ha dichiarato che con l’arrivo del freddo e della neve in alcuni zone del Paese, ma anche a causa delle direttive della task force nazionale, i cittadini devono rimanere a casa, ma “bisogna fare attenzione al riscaldamento, ossia a mantenere quanto più possibile un tasso di umidità favorevole”. A detta di Capak l’aria secca “favorisce la trasmissione dei virus”.
Parlando del divieto di lasciare i propri luoghi di residenza, Božinović ha detto che la polizia sta facendo un ottimo lavoro, nonostante all’ingresso di qualche città (Spalato, ndr) si sono formati degli incolonnamenti. “Si possono muovere soltanto le persone che lavorano nei servizi essenziali e che dispongono dei lasciapassare, che vengono emessi online su richiesta dei datori di lavoro”.
Negozi a orario ridotto e pubblicità inutile
Nel prosieguo della consueta conferenza stampa del mattino, il responsabile della task force nazionale Davor Božinović, ha chiarito il motivo per il quale è stato ridotto l’orario d’apertura dei negozi (dalle 8 alle 17). “Vogliamo evitare che le commesse e gli altri impiegati siano costretti a lavorare in più turni. In questo modo evitiamo il contagio. Le code davanti ai supermarket? I cittadini devono evitarle e recarsi in negozio quanto meno possibile, una o al massimo due volte alla settimana”. Infine, il ministro dell’Interno ha bacchettato le rivendite che lavorano online, di “non pubblicizzare prodotti non essenziali in questo momento. Nessuno ha ora bisogno di televisori a buon prezzo. Restiamo a casa ed evitiamo i contatti”.

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