Croazia. Collisione tra yacht e peschereccio: un morto

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Croazia. Collisione tra yacht e peschereccio: un morto
I danni subiti dal peschereccio

Una persona ha perso la vita e diverse altre sono rimaste leggermente ferite nella collisione tra uno yacht e un peschereccio (entrambi immatricolati in Croazia) avvenuta ieri sera a due miglia in direzione sudovest dall’isolotto di Murvenjak (Morvegne). La vittima è il cuoco del peschereccio (il Mašun) che al momento dell’impatto si trovava in cucina. Le persone ferite sono state soccorse sul posto e non c’è stato bisogno di ricoverarle in ospedale. Dopo la forte collisione lo yacht è affondato. Un’unità della Capitaneria di porto di Sebenico ha trainato il peschereccio – che è rimasto miracolosamente a galla nonostante abbia riportato nello scontro gravi danni allo scafo e alla fiancata destra – fino alla località di Podvrške sull’isola di Murter (Morter) dove è stato effettuato il sopralluogo. Secondo le dichiarazioni dei testimoni, lo yacht ha colpito direttamente la fiancata destra dell’imbarcazione, quella in cui si trovava la cucina, provocando la morte del cuoco. Nel frangente a bordo del peschereccio si trovavano nove membri dell’equipaggio, tutti cittadini croati, di cui uno ha per l’appunto perso la vita. Sullo yacht c’erano in quel momento quattro persone, pure cittadini della Repubblica di Croazia, che sono stati evacuati su un’altra imbarcazione che navigava nelle vicinanze prima che il panfilo colasse a picco.
La dinamica di quanto avvenuto è piuttosto chiara. Il panfilo, lungo un 12,49 metri, in pratica si “è arrampicato” sul peschereccio e poi “nel ritornare indietro” è colato a picco. La Polizia ha fatto sapere che una persona è stata arrestata e che è stata avviata un’inchiesta per fare luce su tutte le circostanze legate all’incidente. Le persone presenti nell’area del sinistro sono state interrogate dagli inquirenti. Lo yacht affondato ora giace sul fondale a una profondità di 85 metri. In un primo momento era sembrato che vi fossero tracce d’inquinamento nello specchio di mare in cui è avvenuta la collisione; poi è arrivata la smentita ufficiale del Ministero del Mare, del Traffico e delle Infrastrutture, a conferma che non c’è stata una fuoriuscita di carburante nell’incidente. In linea con le disposizioni del Codice marittimo le autorità portuali dovranno ora imporre al proprietario del panfilo di rimuovere il relitto. Le operazioni di recupero dello yacht affondato, vista la profondità in cui si trova, si presentano però – come ha dichiarato il capitano di porto Ivan Paušić – molto complesse per cui richiederanno il ricorso a subacquei dotati di un equipaggiamento speciale.

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