Croazia. Censimento 2021: diverbi sulla madrelingua

Foto Goran Stanzl/PIXSELL

In aprile e maggio dell’anno prossimo 10mila rilevatori saranno mandati in campo per prendere evidenza dei nuclei familiari e dei cambiamenti rispetto all’ultimo censimento. Per la prima volta l’operazione di censimento potrà venir fatta tramite computer e il sistema e-Građani. Il nuovo censimento in Croazia risponderà a quale sia esattamente il numero di residenti nel Paese rispetto ai 4,3 milioni rilevati nel 2011, anno dell’ultimo rilevamento statistico. Il censimento ci rivelerà come è cambiata la struttura delle minoranze e quante persone non hanno il croato come madrelingua. In relazione a questo in Sabor ci sono stati molti contrasti, con i deputati delle minoranze che hanno richiesto la possibilità di indicare due madrelingue. Cosa che, come confermato alla rivista Globus dalla responsabile del Istituto nazionale di statistica (DZS) Lidija Brković, il legislatore ha rifiutato. La Brković ha precisato che nella casella apposita i cittadini potranno segnare la lingua appresa in infanzia. Poi ha sottolineato che nel questionario, le domande su madrelingua, nazionalità e religione, se lo desiderano, possono venir evitate dai cittadini.
Secondo il politologo Tado Jurić, che si occupa dimovimenti demografici, più del numero di abitanti è importante la struttura e la funzionalità della popolazione. Ritiene che dall’ingresso nell’Ue nel 2013, sono andati persi 50mila alunni, mentre nello stesso periodo lo Stato ha avuto lo stesso numero di pensionati. Dal 1991 a oggi si sono “persi” 250mila alunni e 40% di bambini, mentre il numero di pensionati è aumentato di mezzo milione, motivo per cui il rapporto dipendente-pensionato da 2,56 a 1 è calato a 1,25 a 1. In base a studi recenti, la Croazia oggi non conta più di 3,8 milioni di abitanti.

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