La Croazia ha celebrato solennemente oggi la Giornata dello Stato, in ricordo del 30 maggio 1990 quando venne costituito il primo Parlamento pluripartitico, democraticamente eletto e venne ribadito il ruolo storico del Sabor nella difesa della statualità croata nel corso dei secoli. In occasione di questa ricorrenza il premier Andrej Plenković e il presidente del Parlamento Gordan Jandroković hanno deposto corone di fiori ai piedi del Monumento alla Patria sulla piazza Stjepan Radić a Zagabria. Alla cerimonia non ha presenziato il Presidente della Repubblica Zoran Milanović. La sua assenza è stata definita un “fatto senza precedenti” dal premier Andrej Plenković, secondo il quale non esiste “un altro statista in Europa che non rispetti la Giornata della statualità del suo Paese”. Il premier ha stigmatizzato in questo contesto la posizione del Presidente della Repubblica, secondo la quale tale ricorrenza non sarebbe null’altro che una festa dell’HDZ, il principale partito della maggioranza di governo. Andrej Plenković avuto da ridire pure sull’atteggiamento del grosso dell’opposizione che – a parte alcune eccezioni – non ha partecipato alla celebrazione. Secondo il premier l’essenza della questione sta nel rispetto delle leggi croate e delle decisioni del Sabor. In quest’ambito ha puntualizzato che non è stato “un fatto positivo 23 anni fa modificare le nostre tradizioni, che avrebbero dovuto invece essere rispettate”.
Ricordiamo a tale proposito, che l’allora governo di centrosinistra aveva deciso di proclamare il 25 giugno Giornata dello Stato, in ricordo della data in cui il Parlamento aveva deciso di avviare l’iter per lo scioglimento dei legami costituzionali e giuridici con la Federazione jugoslava. Il 30 maggio era stato proclamato invece Giornata del Sabor. Tre anni fa però il governo di Andrej Plenković ha deciso di ripristinare il 30 maggio quale Giornata dello Stato, fatto questo che, evidentemente, il Presidente della Repubblica non ha digerito. Da qui le controversie e le polemiche che difficilmente rientreranno così presto.
Nel corso della cerimonia al Monumento alla Patria, il premier Andrej Plenković ha definito il 30 maggio una data chiave per tutte le istituzioni croate, a partire dalla quale sono state gettate le basi per la “libertà, la democrazia, il riconoscimento internazionale, la liberazione dei territori occupati e la vittoria contro l’aggressione serba”. Il 30 maggio “era la Giornata dello Stato negli anni Novanta, lo è ora e lo sarà”, ha sentenziato il premier, secondo il quale tale data è eccome il simbolo del popolo croato e del suo Stato.
Plenković, a margine della cerimonia, ha commentato anche le dichiarazioni del Presidente serbo Aleksandar Vučić, secondo le quali sarebbe nell’interesse di Zagabria l’abbattimento del suo potere. In questo contesto ha sottolineato che Zagabria non ha alcun obiettivo recondito, non mira ad abbattere il potere in alcun Paese vicino e nemmeno in Serbia. Secondo Plenković a Belgrado prendono troppo a cuore tutto quello che scrivono i media e i portali croati. In merito agli incidenti nel Kosovo, il premier ha evidenziato che i soldati croati della KFOR non sono stati in alcun modo coinvolti nelle tensioni.
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