Il premier Andrej Plenković ha annunciato una nuova iniziativa per affrontare l’emergenza abitativa, soprattutto nelle grandi città. Nel corso della seduta di governo, ha reso noto che l’Agenzia per il traffico immobiliare (APN) pubblicherà già domani, giovedì 18 dicembre, un bando pubblico rivolto ai proprietari di abitazioni che non sono state utilizzate da almeno due anni e che intendono aderire al programma di affitto a canone accessibile.
L’obiettivo è chiaro: rimettere in circolo gli appartamenti vuoti e ampliare l’offerta di alloggi a prezzi sostenibili per giovani e giovani famiglie. “Ora avete la possibilità di stipulare un contratto con l’APN – ha spiegato Plenković – che si occuperà della gestione dell’immobile, troverà gli inquilini, garantirà la sicurezza giuridica e vi verserà il corrispettivo in due tranche, anche in anticipo. In questo modo i proprietari sono tutelati, le case tornano a essere utilizzate e l’accesso all’affitto diventa più semplice, soprattutto nei centri urbani”.
Misura anche demografica
Una misura che, secondo il premier, ha anche una forte valenza demografica. “Si tratta di uno degli elementi chiave per rafforzare le politiche demografiche e favorire la crescita naturale della popolazione”, ha sottolineato.
Plenković ha rivendicato il ruolo pionieristico della Croazia sul tema della casa, sostenendo che il Paese si muove addirittura in anticipo rispetto a Bruxelles. “La Croazia ha già adottato un proprio piano nazionale per l’edilizia abitativa, mentre la Commissione europea ha presentato solo ieri il Piano europeo per l’abitazione accessibile”, ha ricordato.
Secondo il premier, i due documenti sono pienamente compatibili, in particolare per quanto riguarda la regolamentazione degli affitti a breve termine, l’aumento dell’offerta, l’attivazione degli appartamenti vuoti, la sostenibilità e l’efficienza energetica degli edifici. Un’attenzione particolare è stata riservata alla pianificazione territoriale, considerata decisiva per rendere disponibili nuovi terreni edificabili.
Plenković ha difeso anche le recenti leggi su edilizia e urbanistica, che hanno suscitato forti polemiche in Parlamento e nel dibattito pubblico. “Sono state approvate, tra l’altro, proprio per consentire la costruzione di alloggi nell’ambito delle politiche di edilizia accessibile per i giovani nelle aree urbane”, ha detto, respingendo con decisione le accuse di esproprio o di compressione dei diritti di proprietà avanzate da una parte dell’opposizione di sinistra. “Non c’è alcuna confisca né alcun meccanismo coercitivo che possa intaccare il diritto di proprietà”, ha ribadito, invitando i ministri a spiegare con chiarezza il senso di queste norme in ogni occasione pubblica.
I canoni: a Fiume 627 euro per 60 metri quadrati
L’ammontare dei canoni di affitto più affidabili emergono soprattutto nelle grandi città, dove il numero di contratti regolarmente registrati consente di calcolare con maggiore precisione i valori mediani. È da qui che parte la mappa degli affitti per il 2025, che fotografa un mercato ancora fortemente segnato dalle differenze territoriali.
Zagabria e Spalato restano le città più care. Nella capitale la mediana dei canoni raggiunge i 12,7 euro al metro quadrato, mentre a Spalato si ferma poco sotto, a 12,2 euro. Tradotto in cifre concrete, per un appartamento di 60 metri quadrati l’affitto mensile si attesta intorno ai 760 euro a Zagabria e ai 730 euro a Spalato.
A Fiume la mediana degli affitti è pari a 10,45 euro al metro quadrato (627 euro al mese per un appartamento di 60 metri quadrati), mentre a Osijek il valore è decisamente più contenuto e si ferma a 7,9 euro (474 eruo).
Tra i centri con canoni relativamente elevati figurano anche Kaštela, con 10 euro al metro quadrato, Velika Gorica con 9,5 e Varaždin con 8,5 euro. A Sebenico la mediana è di 7,5 euro, mentre i valori più bassi in assoluto si registrano a Knin, dove l’affitto medio è di 3,7 euro al metro quadrato. A Vukovar il canone si attesta a 4,43 euro.
Affitto accessibile: limiti e garanzie
Nel quadro del Programma di affitto accessibile, l’importo dell’affitto non potrà superare il 30 per cento del reddito netto mensile complessivo dell’inquilino e dei membri della sua famiglia, al netto delle spese per le utenze. Un limite pensato per garantire la sostenibilità dell’affitto e ridurre il rischio di indebitamento.
Per i proprietari, invece, il meccanismo di pagamento rappresenta uno degli elementi più importanti del programma. Il canone concordato verrà infatti versato in due tranche: il 60 per cento all’inizio del periodo contrattuale e il restante 40 per cento dopo la metà della durata del contratto. Secondo l’APN, questa formula, unita alle garanzie giuridiche offerte, potrebbe convincere molti proprietari ad aderire, evitando l’incertezza dei pagamenti mensili.
Documenti richiesti e verifiche
Per partecipare al bando pubblico sarà necessario presentare una serie di documenti: carta d’identità, estratto catastale dell’immobile, certificato di abitabilità o provvedimento equivalente. Dovranno essere allegate anche fotografie dell’immobile, sia esterne sia interne, in cui si possono vedere tutte le stanze. I proprietari saranno inoltre tenuti a presentare il bollettino delle spese condominiali dell’ultimo mese, se l’immobile si trova in un edificio residenziale, e le bollette di riscaldamento, elettricità e acqua. Questi documenti serviranno a dimostrare che l’abitazione non è stata utilizzata negli ultimi due anni, uno dei requisiti fondamentali per l’accesso al programma.
Bando aperto fino a febbraio 2026
Il bando pubblico resterà aperto fino al 15 febbraio 2026. Da quando il premier ha annunciato l’iniziativa, l’Agenzia per il traffico immobiliare è stata sommersa dalle richieste di informazioni da parte dei cittadini interessati. L’APN fa sapere che gli uffici sono pronti ad avviare l’intero iter già a partire da domani.
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