La spesa media per il carrello essenziale – che comprende alimenti e prodotti di igiene di base per una famiglia di quattro persone – ha raggiunto a novembre quota 486,07 euro, con un aumento di 2,51 euro rispetto a ottobre. È quanto emerge dal monitoraggio mensile del portale di comparazione prezzi koliko.hr, realizzato in collaborazione con l’Associazione croata per la tutela dei consumatori (HUZP).
Secondo i dati raccolti, dopo il leggero rallentamento di ottobre i prezzi sono tornati ai livelli di settembre. Per il secondo mese consecutivo il paniere più costoso si registra nella Regione di Požega e della Slavonia, dove la spesa media arriva a 495,55 euro. All’estremo opposto si trova la Regione di Sisak e della Moslavina, con un valore di 477,39 euro.
Appena sotto la Regione di Požega e della Slavonia si posiziona quella di Ragusa (Dubrovnik) e della Narenta (Neretva) con 494,58 euro, seguita dalla città di Zagabria con 491,06 euro. Tra le aree più economiche, oltre a quella di Sisak e della Moslavina, compaiono la Regione di Koprivnica e Križevci (478,19 euro) e quella di Virovitica e della Podravina (478,78 euro).
Anche i single pagano di più
Per una famiglia di tre persone, il carrello base costa in media 386,33 euro, cioè 2,04 euro in più rispetto a ottobre. Anche in questo caso la Regione di Požega e della Slavonia si conferma la regione meno conveniente (393,95 euro), mentre quella di Sisak e della Moslavina resta la più accessibile (379,68 euro).
Il quadro peggiora per chi vive da solo: il carrello base per un single raggiunge 250,31 euro, con un incremento mensile di 1,61 euro. Il costo massimo si registra sempre nella Regione di Požega e della Slavonia (255,91 euro), il minimo in quella di Koprivnica e Križevci (245,69 euro).
Il paniere essenziale comprende 51 prodotti, sufficienti a coprire i bisogni minimi e bilanciati del mese. Vi rientrano alimenti di base – pane, farina, pasta, riso, patate, frutta, verdura, carne, pesce economico, latticini, spezie – e articoli per la cura personale e domestica come sapone, shampoo, detersivo e carta igienica. Si tratta quindi di una “spesa di sopravvivenza”, priva di eccedenze e privilegiando prodotti nazionali disponibili nella maggior parte dei supermercati.
Le stime sono state elaborate calcolando il prezzo medio pubblicato quotidianamente dai principali distributori, secondo l’obbligo introdotto dal Governo il 2 maggio. Il valore nazionale rappresenta quindi la media dei totali regionali.
Il portale ha confrontato anche il costo del carrello standard, che comprende 77 prodotti e rispecchia più fedelmente le abitudini reali delle famiglie croate. A novembre la spesa per una famiglia di quattro persone sale a 721,34 euro, con un incremento mensile di 2,44 euro. Per tre persone il totale è di 575,82 euro (+2 euro), mentre un single deve affrontare un costo medio di 326,59 euro, in aumento di 1,45 euro.
Le difficoltà degli anziani
Come spiega Siniša Domislović di koliko.hr, a novembre sono aumentati in particolare il prezzo del detersivo per il bucato, il prosciutto cotto, i wafer e diversi ortaggi fuori stagione. Al contrario, si registrano ribassi significativi per cipolle, fagioli, carne di maiale e carta igienica.
Nella nota pubblica è riportata anche la dichiarazione della presidente dell’HUZP, Ana Knežević, che lancia un allarme sociale: “Gli anziani che vivono da soli possono permettersi solo metà carrello. Il calo dei prezzi è durato poco e ora arriverà l’ondata dei rincari natalizi. Il dato più preoccupante è che i carrelli più costosi sono proprio quelli destinati ai single: in Croazia sono 400mila su 1,4 milioni di nuclei familiari. Il 60% ha più di 65 anni e pensioni molto basse. Con un paniere base da 250,31 euro – e con quello più completo oltre 326 euro – dopo aver pagato bollette e spese fisse resta poco o nulla. Chi governa deve tenerne conto.”
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.












































