Croazia. Caccia al lavoratore, anche straniero

Gli imprenditori sono già alla ricerca di manodopera per l’estate

Gli stranieri prevalgono nel comparto edilizio. Foto: Hrvoje Jelavic/PIXSELL

Prima della crisi economia globale, nel 2008, in Croazia lavoravano, ovvero pagavano i contributi, 1,6 milioni di persone. Forse quest’anno il loro numero si avvicinerà a tale soglia.
L’offerta di impiego nei mesi invernali è molto scarsa, però già a febbraio parte la ricerca di lavoratori nel settore agricolo, edile e in quello del turismo. A livello nazionale ci sono attualmente circa 19mila posti vacanti e le code agli sportelli per gli stranieri presso le Questure si fanno sempre più lunghe. Infatti, sono state presentate già oltre 4.500 richieste di permessi di lavoro per gli stranieri. La maggior parte di queste riguarda il settore edile (circa 3mila), mentre per il comparto turistico le richieste si riferiscono a circa 700 lavoratori stranieri. Si calcola che quest’anno in Croazia potrebbero lavorare centomila stranieri, provenienti per lo più dai Paesi asiatici, visto che il bacino di forza lavoro negli Stati confinanti si fa sempre più esiguo.
L’Ufficio nazionale di collocamento ha iniziato il mese di febbraio con 139mila persone in cerca di un’occupazione. Se la richiesta di lavoratori sarà simile a quella dell’anno scorso, quando per il tramite dell’Ufficio erano state assunte circa 150mila persone (molte a tempo determinato, alcune più volte), il numero ufficiale dei disoccupati potrebbe scendere sotto quota centomila.
I 37mila giovani sotto ai 29 anni, come di consueto, riusciranno più facilmente a sottoscrivere un contratto, auspicato fervidamente anche dalle 47mila persone che da anni attendono un impiego.

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