Croazia: «Più morti che in guerra, ma il vaccino non tira»

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“Durante la guerra della prima metà degli Anni ’90 non si contavano tante vittime a livello quotidiano come in questa terza ondata di pandemia”. Lo ha affermato il sottosegretario alla Salute, Silvio Bašić. “Questo dovrebbe far comprendere a tutti quanto è importante vaccinarsi”. Bašić, infatti, lancia l’allarme sulla campagna vaccinale che non sta andando come si sperava. “Sono molto deluso dal fatto che poche persone abbiano dimostrato interesse per l’immunizzazione”. A detta del sottosegretario, sulla piattaforma Cijepise ci sono circa 150mila persone notificate per farsi inoculare il siero, mentre a livello quotidiano le nuove notifiche “sono a un livello irrisorio, ossia circa 2-3mila al giorno”.
Perciò, Bašić non ha saputo rispondere alla domanda se entro la fine di giugno si riuscirà a vaccinare il 55% della popolazione, come aveva pronosticato giorni fa il premier Andrej Plenković. “Sarà molto difficile con questo andamento”, ha sottolineato il sottosegretario alla Salute, ricordando le quattro possibilità messe a disposizione dei cittadini per vaccinarsi: attraverso la piattaforma Cijepise, contattando il proprio medico di famiglia, al numero verde 0800 011 o se esiste la possibilità anche tramite il proprio datore di lavoro.

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