Croazia. Aumentano anche i fondi per la CNI

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Croazia. Aumentano anche i fondi per la CNI
Il vicepresidente del Sabor e deputato della CNI, Furio Radin. Foto Patrik Macek/PIXSELL

Con 77 voti a favore e 48 contrari il Sabor ha approvato la manovra finanziaria per il 2022, con la quale le entrate aumentano di 6,6 miliardi di kune, mentre le spese registrano un incremento di 10,9 miliardi. Il deficit del Bilancio sale dal 2,6 al 2,8 per cento. Con la manovra aumentano soprattutto le spese per la sanità e le pensioni. Il tasso d’inflazione previsto sale dal 2,6 al 7,8 per cento, mentre le previsioni di crescita del prodotto interno lordo si riducono dal 4,4 al 3 per cento. La manovra, come ha sottolineato il premier Andrej Plenković, prende in considerazione anche gli effetti della crisi energetica e assicura le risorse per l’attuazione dell’accordo con i sindacati per l’aumento degli stipendi con decorrenza dal primo maggio. Secondo l’opposizione, invece, la manovra è pessima, non favorisce la crescita, mentre il Bilancio dello stato diventa sempre di più un pozzo senza fondo. Le minoranze nazionali hanno comunque buoni motivi per essere soddisfatte della manovra. Grazie anche all’impegno dei parlamentari delle etnie, tra cui il deputato della CNI e vicepresidente del Sabor, Furio Radin, che fanno parte a pieno titolo della maggioranza di governo, i fondi per l’Ufficio governativo per i diritti dell’uomo e delle minoranze nazionali aumentano di 72.872.220 kune e arrivano a quota 266.613.201 kune. In pratica la lievitazione dei mezzi stanziati per l’attuazione dei progetti e delle iniziative a sostegno delle Comunità nazionali è pari al 37,6 p.c. Una percentuale tutt’altro che disprezzabile, a dimostrazione della sensibilità che il governo di Andrej Plenković dimostra per le esigenze delle etnie. Anche la Comunità Nazionale Italiana ha buoni motivi per essere soddisfatta della manovra. Infatti, i contributi destinati alla CNI lievitano di oltre 8,2 milioni di kune (1,1 milioni di euro). Pertanto quest’anno lo Stato dovrebbe destinare alla CNI complessivamente 5,5 milioni di euro, senza contare i contributi per il funzionamento delle istituzioni scolastiche della minoranza.

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