Il governo croato è pronto a dare il via libera a due programmi attesi da tempo: quello per l’installazione degli ascensori negli edifici esistenti e quello per il restauro delle facciate nei centri storici. La decisione arriva oggi, giovedì 29 gennaio e riguarda misure che puntano a migliorare la qualità della vita, l’accessibilità e la tutela del patrimonio edilizio, con un sostegno economico diretto dello Stato.
In Croazia migliaia di edifici residenziali, soprattutto quelli costruiti decenni fa, sono ancora privi di ascensore. Una carenza che pesa in modo particolare sulle persone con disabilità, sugli anziani e sulle famiglie con bambini piccoli. Il nuovo Programma di installazione degli ascensori, previsto dalla legge sulla gestione e manutenzione degli edifici, nasce proprio per colmare questa lacuna.
Dal Ministero dello Sviluppo territoriale, dell’Edilizia e del Patrimonio statale sottolineano come l’assenza di ascensori non sia solo un disagio logistico, ma un problema che incide direttamente sull’autonomia e sulla qualità della vita di intere fasce della popolazione.
Quanto mette lo Stato
L’installazione di un ascensore comporta costi rilevanti, difficili da sostenere per molti condomìni. Per questo il governo ha previsto un sistema di cofinanziamento pubblico. Nel 2026 sono stanziati 2 milioni di euro, che saliranno a 3 milioni l’anno successivo.
Lo Stato coprirà un terzo delle spese complessive, mentre il resto sarà suddiviso tra i condomini e, se disponibili, le unità di autogoverno locale, che potranno contribuire fino a due terzi del costo totale.
Un esempio pratico chiarisce l’impatto della misura: per un ascensore da 60mila euro, se il comune copre un terzo della spesa, ai proprietari resteranno da pagare circa 20mila euro complessivi.
Chi può accedere al programma
Per partecipare al bando pubblico, l’edificio deve avere almeno tre piani, compreso il caso di un piano rialzato più due piani, oppure tra i comproprietari deve esserci una persona con disabilità. Inoltre, più del 50 per cento delle quote condominiali deve appartenere a persone fisiche, la maggioranza dei condomini deve approvare l’intervento, devono essere garantiti i fondi per la parte di spesa a carico dei residenti e deve esistere un progetto esecutivo già pronto.
Graduatorie e sistema di punteggio
Le domande saranno valutate sulla base di un sistema di punteggi. Ogni persona con disabilità residente nell’edificio, con una percentuale di invalidità tra l’80 e il 100 per cento agli arti inferiori, vale fino a 30 punti, che diminuiscono in base al grado di disabilità.
Punti aggiuntivi sono previsti per gli edifici situati in aree con un indice di sviluppo più basso e per quelli con un numero maggiore di piani: le costruzioni con sette o più piani possono arrivare al massimo di 100 punti, mentre quelle di due piani ne ottengono solo 10.
Ulteriori 30 punti spettano agli edifici tutelati come beni culturali o inseriti in complessi storico-artistici. Fino a 15 punti in più sono assegnati se nell’edificio vivono donne incinte, bambini sotto i sette anni o persone sopra i 65 anni residenti da almeno un anno.
I lavori dovranno essere completati entro due anni dall’erogazione dei fondi, con una possibile proroga di un anno e mezzo in caso di circostanze indipendenti dalla volontà dei beneficiari.
Facciate storiche, un altro fronte di intervento
Nella stessa seduta il governo approverà anche il Programma di riqualificazione delle facciate per gli edifici situati in centri storico-artistici o riconosciuti come beni culturali, purché non già finanziati attraverso altri strumenti. Anche in questo caso è necessaria l’approvazione della maggioranza dei condomini e la disponibilità delle risorse per coprire la quota non sovvenzionata.
Se il valore dei lavori, IVA inclusa, è inferiore a 450mila euro, Stato, enti locali e condomini copriranno ciascuno un terzo della spesa. Le sovvenzioni pubbliche potranno arrivare fino a un massimo di 350mila euro, divise equamente tra governo centrale e amministrazioni locali. Per interventi più costosi, la parte eccedente resterà a carico dei condomini.
I criteri di valutazione per le facciate
Anche qui le graduatorie si baseranno su un sistema di punteggi. Gli edifici classificati come beni culturali di categoria A possono ottenere fino a 100 punti, che diminuiscono progressivamente fino ai 10 punti della categoria D2. Contano anche lo stato di conservazione, l’età dell’edificio e la complessità dei lavori.
Un peso rilevante è dato all’efficienza energetica: gli edifici che, dopo l’intervento, garantiranno un risparmio energetico pari o superiore al 50 per cento potranno ottenere il punteggio massimo.
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